Non è mai troppo tardi

Chiedere la fiducia alla Camera sul ddl Concorrenza è “imprescindibile”

Non è mai troppo tardi

(foto LaPresse)

Fate presto! È il caso di dirlo. Dopo diciotto mesi di discussione, il Senato ha approvato il ddl Concorrenza, il pacchetto di liberalizzazioni predisposto dal governo Renzi e che il governo Gentiloni, nel Def, definisce “imprescindibile”. Il testo dovrà ora ritornare alla Camera per quello, che si spera, sarà l’ultimo passaggio. Il disegno di legge – lo abbiamo detto più volte – è un primo passo importante anche se insufficiente. Proprio per questo il via libera definitivo è necessario e urgente. Non c’è organizzazione internazionale (Commissione europea, Fondo monetario, Ocse, Banca centrale europea) che non metta l’accento sulle liberalizzazioni come strumento per promuovere crescita, occupazione e investimenti. Tutti hanno espresso, sul ddl, una valutazione complessivamente positiva. Quindi l’esecutivo ha fatto bene a porre la questione di fiducia per evitare che il ddl si inabissasse nella palude parolaia di Palazzo Madama (#bastavaunsi). Per la stessa ragione, bisogna ora mantenere la rotta e chiedere la fiducia anche a Montecitorio, facendo tesoro dell’esperienza per seguire con nuove misure ancora più ambiziose. Sul provvedimento non sono mancate le critiche: se servono correzioni nel paese delle mille leggi non mancheranno occasioni per farle, e probabilmente è vero che si sarebbe dovuto osare di più. Ma, come ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonio Gentile, chiudendo la discussione al Senato, “la scelta non è tra il bene e il meglio: è tra il fare e il non fare”. Verrebbe quindi da chiosare: meglio tardi che mai, purché alla Camera non si apra una nuova, interminabile discussione che rischia di trasformare il “tardi” in un intollerabile “troppo tardi”.

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