Cara Camusso, le buone privatizzazioni funzionano eccome

La storia dell’industria di stato è disastrosa. Ecco quando i capitali privati hanno fermato il declino

Cara Camusso, le buone privatizzazioni funzionano eccome

Foto LaPresse

Roma. “Paghiamo e scontiamo le privatizzazioni come sono state fatte nel nostro paese, che si dimostrano anche a distanza di anni disastrose”. Così dixit il 25 aprile Susanna Camusso, la stessa segretaria generale della Cgil che sei giorni prima, invitando a votare sì al referendum sull’accordo per Alitalia, dichiarava: “Non c’è alternativa per provare a salvarla”. Il piano riguardava notoriamente un’azienda privata dal 2008, e che ora Camusso vorrebbe rinazionalizzare attraverso la Cassa depositi e prestiti. Ma soprattutto quando parla...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    27 Aprile 2017 - 16:04

    Lorenzo in poche righe ha raccontato la storia di Italia dall'Unità ad oggi. Il punto è che dopo la unificazione le mafie cominciarono ad entrare nelle amministrazioni locali ,la corruzione si espanse ad ogni livello delle istituzioni -magistrati inclusi- e a dirla tutta la tanto deprecata Italia di oggi è un pò più pulita di quella del secolo XIX e parte del XX, anche se divulgazione e media suonano ad ogni ora la campana a morto e la lagna il lamento ossessivo sono divenuti parte integrante del cicaleggio politico e della informazione. non se ne pote più.

    Report

    Rispondi

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    27 Aprile 2017 - 15:03

    Parlo di Telecom, che conosco bene.Venne privatizzata per far cassa e poter entrare nell'euro, realizzando molto meno che se fosse stata venduta a tappe, come per ENI ed ENEL, tuttora controllate dallo stato. La presidenza Rossignolo fu disastrosa, poi venne Bernabè e la scalata di Colaninno, che comprò a debito grazie al governo D'Alema, debito che affonda ancora adesso l'azienda; venne ceduta a Tronchetti, che la spolpò della proprietà della maggioranza degli edifici, venne Telefonica, la cui unica mira era appropriarsi dell'unica consociata ancora in utile, TIM Brasil; venne infine Vivendi, che immagino voglia fonderla con Mediaset, visto il tentativo di scalata. Da più di 6 anni sono stati in vigore contratti di solidarietà, con decurtazione di circa una mensilità all'anno. Sono stati fatti tagli all'osso, disdette unilaterali di contratti, e ora anche fatturazione a 28 giorni (così l'ad prenderà il bonus di 55 milioni). E tanto altro. Esempio assolutamente da non seguire.

    Report

    Rispondi

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    27 Aprile 2017 - 14:02

    Al direttore - Forse non si afferra bene che Camusso&Co, si trovano al loro massimo agio nel mondo della disastrosa gestione dell'industria di stato. Quel mondo con tutte la trasversali opportunità d'intervento che offre è manna per il sindacato made in Italy. Riuscite ad immaginare quale fine farebbero i loro slogan e pure i loro consensi, a fronte di una Melfi generalizzata come progetto industriale guida?

    Report

    Rispondi

Servizi