Elkann indica dove investire bene

I Piani individuali di risparmio e la scommessa degli Agnelli sulle Pmi

Elkann indica dove investire bene

John Elkann (foto LaPresse)

Dopo qualche battuta a vuoto (i minibond), arrivano da governo e banche iniziative concrete per indirizzare il risparmio verso le medie, piccole e piccolissime imprese. Sono i Pir, Piani individuali di risparmio, introdotti con la legge di Stabilità 2017. Il capo della segreteria tecnica di Pier Carlo Padoan, Fabrizio Pagani stima che si possano convogliare ogni anno 16 miliardi verso un settore strategico della nostra economia, afflitto da nanismo e difficoltà di accesso al credito. Intanto Exor, la holding della famiglia Elkann-Agnelli, annuncia investimenti di minoranza nelle migliori aziende italiane. “In Italia non c’è più un ambiente ostile all’impresa” dice John Elkann “mentre esistono realtà familiari con ottimi management, capaci di competere e crescere”. Anche se si tratta di cose diverse non può esserci spot migliore della famiglia simbolo del capitalismo italiano per invogliare i risparmiatori a puntare sul made in Italy. Quante volte abbiamo sentito la litania degli Agnelli in fuga? I dati del Salone del risparmio aperto lunedì a Milano dicono che negli ultimi 10 anni gli italiani hanno spostato l’11 per cento dei portafogli dalle azioni ai depositi di liquidità. I Pir possono invertire la tendenza: prevedono investimenti massimi di 30 mila euro l’anno per cinque anni (150 mila in tutto), investono il 70 per cento in imprese italiane o strutturate in Italia, e di questo almeno il 30 in realtà non quotate. Se i piani vengono portati a scadenza (altrimenti sono comunque negoziabili) hanno l’esenzione fiscale totale. Funzionano in Germania, Francia e Regno Unito. Circolano già denunce di comitati vari sullo “scippo del risparmio”. In epoca di fake news, un buon viatico.

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