C'è una medaglia per Pellicioli dall'Eliseo

Così avanza la charme offensive francese sugli azionisti italiani di Assicurazioni Generali

Alberto Brambilla

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C'è una medaglia dall'Eliseo per Pellicioli

L'Ambasciatrice di Francia in Italia, Catherine Colonna e Lorenzo Pellicioli (ad DeAgostini)

Roma. Avanza la charme offensive francese sugli azionisti italiani delle Assicurazioni Generali, guidate da Philippe Donnet, ex di Axa. Lunedì 3 aprile Lorenzo Pellicioli, amministratore delegato del Gruppo DeAgostini, e azionista della compagnia assicurativa con una quota dell'1,716 per cento del capitale, è stato insignito del titolo di Cavaliere nell’Ordine della Legione d’Onore, la più alta decorazione della Repubblica francese. Gli altri due influenti azionisti italiani di Generali, Francesco Gaetano Caltagirone (3,54 per cento) e Leonardo Del Vecchio (3,16), sono membri del board dell'assicurazione e hanno instaurato forti legami con la finanza d'Oltralpe.

 

L'Ambasciatrice di Francia in Italia, Catherine Colonna, ha ricordato, nel corso della cerimonia di premiazione di lunedì pomeriggio, le principali tappe manageriali di Lorenzo Pellicioli nei settori nei quali ha operato, dall’editoria e i media, a quello croceristico e alla finanza. E ha sottolineato quanto la relazione di Pellicioli con la Francia sia “intensa e forte”, “quasi intima”. La nota stampa diffusa dall'Ambasciata francese chiarisce quanto la carriera di Pellicioli si incrocia con la realtà economica francese, e non da oggi:

Dopo gli esordi da giornalista a Il Giornale di Bergamo e l’esperienza in Manzoni Pubblicità e poi al Gruppo Mediaset e Mondadori, dal 1990 al 1997 è in Costa Crociere prima a Miami, poi a Genova, ricoprendo anche la carica di Presidente e Amministratore Delegato della Compagnie Francaise de Croisières (Costa-Paquet) con sede a Parigi dove si trasferisce dal 1993 al 1997. Amministratore Delegato di Seat dal 1997 al 2001, dal 2005 è Amministratore Delegato del Gruppo De Agostini. Alla guida del Gruppo De Agostini ha avviato con il Presidente Marco Drago un processo di globalizzazione anche attraverso partecipazioni in società francesi. Oltre alla storica presenza in Francia, attraverso la società Editions Atlas, si sono aggiunti negli anni gli investimenti in Eutelsat (Telecomunicazioni satellitari) e Générale de Santé (Sanità) e in Zodiak (Media) e Banijay (Intrattenimento).

 

Sono molti i politici e gli imprenditori italiani ad avere ricevuto la massima onorificenza dell'ordine cavalleresco fondato da Napoleone Bonaparte nel 1802 tra cavalieri, ufficiali, commendatori. Tra questi ci sono, ad esempio, Monica Mondardini (ad del Gruppo Cir, nel board Credit Agricole), Carlo De Benedetti (fondatore del Gruppo Cir), Pier Ferdinando Casini (politico Dc, ed ex genero di Francesco Gaetano Caltagirone), Romano Prodi (ex pres. Consiglio, Pd), Enrico Letta (ex pres. Consiglio Pd, ora docente a SciencePo), Giulio Tremonti (ex ministro Economia), Fabio Gallia (già ad Bnl-Bnp Paribas, ora ad di Cdp), Franco Bassanini (ex presidente Cdp), Giuliano Pisapia (ex sindaco Milano), Giuseppe Sala (sindaco di Milano), Piero Fassino (ex sindaco Torino) e potremmo continuare a elencare altri notabili che sono stati gratificati dall'Eliseo per le loro azioni in Italia.

 

Gli altri azionisti italiani di Generali – controllata da Mediobanca, dove l'influente finanziere francese Vincent Bolloré è vicepresidente in quanto secondo azionista singolo (8 per cento) – sono Francesco Gaetano Caltagirone, imprenditore romano dell'edilizia e dell'energia, e Leonardo Del Vecchio. Entrambi siedono in consiglio di amministrazione di Generali insieme a Pellicioli e in Italia primeggiano nelle classifiche per ricchezza patrimoniale.

 

Caltagirone ha già spostato i suoi interessi da Roma, alla quale deve l'inizio delle sue fortune in campo immobiliare ma dove fare business è diventato proibitivo, per puntare su Parigi. Del Vecchio, imprenditore più ricco d'Italia, ha invece unito la sua Luxottica con la francese Essilor, specializzata in lenti ottiche, realizzando la più grande operazione di fusione/acquisizione mai accordata da una società francese al di fuori dei suoi confini. La felpata offensiva francese per ora non è passata – come molti temevano – da operazioni finanziarie dirette a cambiare l'assetto proprietario di Generali ma dalle intese cordiali con i suoi soci italiani più importanti.

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