Secondo l'Istat cala la produzione industriale. Bene il mercato del lavoro e l'export regionale

Il report trimestrale pubblicato dall’Istituto registra una diminuzione del 2,3 per cento su base mensile a gennaio 2017. Nuovo aumento della partecipazione lavorativa: più 0,4 per cento su base congiunturale e più 1,6 in termini tendenziali

Secondo l'Istat cala la produzione industriale. Bene il mercato del lavoro e l'export regionale

Foto via Wikimedia

Il report trimestrale pubblicato oggi dall’Istat registra che l’indice destagionalizzato della produzione industriale italiana, a gennaio 2017, è diminuito del 2,3 per cento su base mensile. Rispetto alla media del trimestre immediatamente precedente, però, lo stesso indice è in realtà aumentato dello 0,5 per cento. Secondo L'Istituto di statistica, sul dato incide anche la forte differenza nei giorni lavorativi (2 in più rispetto al 2016). I dati grezzi mostrano infatti un aumento del 5,7 per cento su base annua. A trascinare al ribasso l’indice sono sopratutto i beni strumentali (meno 5,3 per cento), i beni intermedi (meno 3,4 per cento) e i beni di consumo (meno 1,6 per cento). Si è assistito invece ad un aumento marcato nel comparto dell’energia, il cui indice di crescita corretto per gli effetti del calendario registra un più 14,4 per cento.

  

Più positive le notizie riguardanti il mercato del lavoro, su cui l’Istat ha reso noti i dati del quarto trimestre del 2016. A gennaio 2017 si registra un nuovo aumento della partecipazione lavorativa: più 0,4 per cento su base congiunturale e più 1,6 per cento in termini tendenziali. L’aumento congiunturale del numero di occupati è il risultato della ripresa del lavoro indipendente (più 0,5 per cento) e del lavoro dipendente a termine (più 0,9 per cento). Il tasso di disoccupazione si attesta all’11,9 per cento, in lieve crescita (più 0,2 per cento) dopo una sostanziale stabilità nei quattro trimestri precedenti. Prosegue invece, a ritmo sostenuto, il calo del tasso di inattività (meno 0,3 per cento): la gente sta ricominciando a cercare lavoro.

  

Nella sua nota mensile sull’andamento dell’economia italiana, l’Istat rileva che il miglioramento del quarto trimestre del 2016 “è stato trainato dall’industria manifatturiera e dalla dinamica positiva degli investimenti”, in presenza di un “lieve rallentamento del settore dei servizi”. L’inflazione, rivela l’istituto di statistica, continua ad accelerare, anche se le aspettative generate sono ancora di portata limitata.

Nel quarto trimestre 2016 l’export di tutte le regioni italiane risulta in crescita rispetto al trimestre precedente: più 5,3 per cento per l'Italia meridionale e insulare, più 4,2 per cento per l'Italia centrale, più 2,8 per le regioni nord-orientali e più 1,6 per cento per quelle nord-occidentali. Potenza è la provincia che nel corso del 2016, alla luce dei dati Istat, presenta la maggiore crescita delle vendite all'estero (più 58 per cento) associata a un importante impatto positivo alla dinamica dell'export nazionale. Seguono Milano, Frosinone, Trieste, Ascoli Piceno, Chieti, Roma, Padova, Bergamo e Verona.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi