Per l'Ocse la ripresa dell'Italia è troppo debole

Secondo l'organizzazione parigina, quest'anno e il prossimo la crescita non si schioderà dal più 1 per cento, dato più basso rispetto a Francia e Germania. I problemi sono sempre i soliti

Previsioni Ocse marzo 2017

Foto Alexander Andreychenko via Flickr

L'Italia è in coda ai più importanti paesi Ocse. La crescita è sì in risalita, ma troppo debole rispetto agli altri membri: nel suo Interim Economic Outlook pubblicato oggi, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico prevede una crescita stabile del 1 per cento all'anno per il 2016, il 2017 e il 2018. Non benissimo nemmeno la Francia, che sarà ferma a un più 1,4 per cento, mentre quella della Germania sarà “più solida” nell'ordine del 1,8 per cento, che si abbasserà al 1,7 nel 2018. L'Eurozona, in generale, si assesterà a più 1,6 per cento quest'anno e a più 1,7 nel prossimo.

 

In un documento lungo 14 pagine, l'organizzazione parigina ribadisce come la crescita globale "resta troppo lenta”, pur migliorando leggermente. In più permangono i problemi che rischiano di far “deragliare la ripresa”, in prima battuta la “mancata connessione tra i mercati finanziari e l'economia reale”. Nel mondo, secondo l'Ocse, la crescita è a quota 3 per cento nel 2016, in accelerazione nei due anni successivi rispettivamente a più 3,3 e a più 3,6 per cento. Benino gli Stati Uniti, con più 1,6, più 2,4 e più 2,8 per cento, mentre la Gran Bretagna andrebbe incontro a un rallentamento: più 1,8, poi 1,6 e infine più 1 per cento nel 2018.

L’Italia può crescere solo combattendo i sostenitori dell’agenda Tafazzi

Consigli per sopravvivere ai nuovi professionisti dell’apocalisse

Guardando alle altre economie più solide, per il Canada si prospetta una crescita del 2,4 per cento nel 2017 e del 2,2 nel 2018. Dopo il più 1 per cento del 2016, per il Giappone si aprono le prospettive di un aumento del 1,2 per cento quest'anno e dello 0,8 per cento appena nel 2018, il dato più basso del G7. Vale la pena fare un confronto con la Cina, che sembrerebbe andare verso un destino di rallentamento: più 6,7 per cento nel 2016, più 6,5 nel 2017 e più 6,3 il prossimo anno. Il grafico dell'India, invece, è in salita: dal più 7 per cento del 2016 si passerà a più 7,3 quest'anno e a più 7,7 nel 2018.

 

L'Eurozona cerca di risalire tra crediti bancari deteriorati e un tasso di disoccupazione preoccupante, soprattutto tra i giovani. Ad ogni modo, “c'è spazio di manovra per iniziative di bilancio più ambiziose ed efficaci” nell'orbita di “una politica monetaria accomodante” e di un “modesto stimolo fiscale nei prossimi anni”. La ricetta per smuoversi dall'impasse è sempre la solita: riforme strutturali e le giuste politiche fiscali, condizioni necessarie per spingere la crescita e normalizzare i tassi di interesse “bassi a livello storico”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    08 Marzo 2017 - 10:10

    Che l'Italia sia ormai in coda a quasi tutti gli indici non lo dice solo l'Ocse, ma pure il bollettino ufficiale della Bce di Draghi. Solo il premier Renzi continuava a ripetere che siamo nel gruppo di testa. Certo con il nobile ed apprezzabile intento di diffondere ottimismo. Ma la maggioranza degli italiani pare proprio non gli abbia creduto. Ed e' su questo che in primo luogo credo sarebbe utile ed opportuno riflettere.

    Report

    Rispondi

  • Giovanni

    07 Marzo 2017 - 17:05

    A parte dei banalissimi bla bla l'OCSE assai spesso sciorina previsioni a un anno che in seguito si rivelano errati mentre invece indovina quasi sempre e piuttosto ovviamente gli aggiustamenti mese per mese. Ma così lo saprebbe fare anche Pulcinella. Inoltre il PIL deve essere valutato attentamente e completandolo con altri dati che valutino l'effettivo benessere della popolazione di ogni paese. Per carità, non voglio dire che l'economia italiana sia in buona salute ma ci sono dati che non vengono presi in considerazione come ad esempio la percentuale di proprietari di casa che è la più alta del mondo (circa l'80%), il servizio sanitario fra i migliori del mondo, la qualità del cibo che noi italiani possiamo permetterci e che ci ha permesso insieme al dato precedente di avere la popolazione più longeva del mondo a pari merito col Giappone.

    Report

    Rispondi

  • Giovanni Attinà

    07 Marzo 2017 - 15:03

    Ma il Pil, che gli economisti classici e non solo ignoravano, misura veramente la crescita degli Stati? In ogni caso l'Ocse dovrebbe dire le sue ricette per cambiare registro, altro che fare elaborazioni ripetitive che lasciano il tempo che trovano.

    Report

    Rispondi

Servizi