L'America di Trump all'attacco della Germania: "Sfrutta i partner con un euro sottovalutato"

Peter Navarro, il principale consigliere commerciale del presidente americano, dice che è Berlino “il principale ostacolo alla visione del Ttip"

Donald Trump

Washington, le telefonate di Trump a Merkel e Putin dalla sala ovale (foto LaPresse)

La Germania usa un euro “ampiamente sottovalutato” per “sfruttare” i principali partner commerciali europei e gli Stati Uniti. Lo ha detto in un'intervista al Financial Times Peter Navarro, direttore del National Trade Council, un organo che ha il compito di consigliare il presidente americano nelle questioni commerciali. Navarro sottolinea che la moneta unica è una sorta di “marco tedesco camuffato” la cui bassa valutazione avvantaggia la Germania. Anche per questo l'amministrazione Trump pare si stia focalizzando proprio sulla moneta come parte del suo nuovo approccio verso gli accordi commerciali.

 

Secondo Navarro, Berlino è anche “il principale ostacolo alla visione del Ttip come una partnership bilaterale”: in sostanza, seguendo il ragionamento americano, con questi squilibri strutturali a tutto vantaggio tedesco il Transatlantic Trade and Investment Partnership sarebbe più che altro un accordo multilaterale. Dunque le trattative sul Ttip, di fatto azzoppato, sono da considerarsi definitivamente chiuse. L'amministrazione Trump, del resto, non nasconde la preferenza verso gli accordi bilaterali, in controtendenza alla politica di Obama. Ecco perché il Ttp è stato affossato senza possibilità di passi indietro.

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Da Stoccolma, dove ha incontrato il primo ministro svedese Stefan Lovfen, Angela Merkel ha risposto alle accuse dicendo che la Germania “non sarebbe in grado di influenzare l'euro” e che ha sempre “sostenuto una Banca centrale europea indipendente”. Benché gli Stati Uniti siano il primo mercato di destinazione delle esportazioni tedesche, Trump sembra aver segnato il passo spostando l'ago della bilancia verso il Regno Unito: il corteggiamento a Theresa May certifica il ritorno dell'anglosfera.

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