A gennaio sale la fiducia delle imprese, dice l'Istat

Secondo l'istituto di statistica l'indice ha raggiunto i livelli dello scorso ottobre. Scende quello legato ai consumatori

Dati Istat

Foto Polycart via Flickr

A gennaio è salita la fiducia delle imprese, ma è scesa quella dei consumatori. L'indice composito, nel primo caso, è passato da 100,2 a 102,5, attestandosi sui livelli dello scorso ottobre, mentre per i consumatori è diminuito da 110,9 a 108,8, mantenendosi comunque su un livello superiore a quello di novembre. Lo certifica l'Istat, che parla di “dinamiche eterogenee”: il clima economico e il clima futuro mostrano segnali negativi abbassandosi, rispettivamente, da 133,3 a 124,8 e da 116,0 a 111,6; il clima personale e quello corrente, di contro, salgono per il quarto mese consecutivo passando, rispettivamente, da 102,7 a 103,8 e da 106,2 a 107,6.

 

Dopo il miglioramento registrato lo scorso mese, secondo l'istituto di statistica peggiorano i dati dei consumatori in seno all'economia italiana: per i giudizi il saldo passa da meno 41 a meno 52, mentre per le aspettative da meno 17 a meno 28. In quanto ai prezzi al consumo - in un arco temporale di dodici mesi - aumenta la fetta di persone che li ritengono in aumento, ma sono cresciute le “aspettative sulla disoccupazione”, con un saldo che partendo da 20 si attesta ora a 33. Con riferimento alle imprese, a gennaio si registra un miglioramento della fiducia nel settore manifatturiero (da 103,7 l'indice è arrivato a 104,8), nelle costruzioni (da 120,4 a 123,9) e nei servizi (da 102,5 a 105,4); in controtendenza il commercio al dettaglio, dove l'indice scende da 107,5 a 103,3.

 

Sotto la superficie dei dati

Industria, pil, lavoro. Lettura non ideologica dell’economia d’oggi

 

L'analisi del clima di fiducia ha prospettive diverse: nel comparto manifatturiero migliorano sia i giudizi sugli ordini (il saldo passa da meno 12 a meno 10) sia le attese sulla produzione (da 12 a 13), e il saldo dei giudizi sulle scorte diminuisce. Nel settore delle costruzioni, i giudizi sugli ordini peggiorano (da meno 28 a meno 31), mentre le aspettative sull'occupazione vanno in direzione positiva, con un saldo che da meno 13 ha toccato quota meno 6.

Nei servizi, i giudizi e le attese sul livello degli ordini sono in deciso miglioramento (il saldo passa rispettivamente da 0 a 10 e da 0 a 2) mentre le attese sull'andamento dell'economia mostrano segnali di deterioramento, con un saldo che da 6 è sceso fino a 3. Nel commercio al dettaglio peggiorano sia i giudizi sulle vendite correnti sia le attese sulle vendite future: il saldo si abbassa rispettivamente da 13 a 8 e da 25 a 24. Il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino, infine, aumenta da 8 a 15.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    27 Gennaio 2017 - 13:01

    La solita barzelletta dell'Istat, perché non mi pare proprio che le imprese poi agiscano di conseguenza con gli investimenti.

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