Sergio Marchionne in conferenza stampa durante il Salone auto di Detroit 2017 (fotoLaPresse)

Rosiconi 24 Ore (su 24)

Redazione

Il giornale confindustriale non riesce a digerire il buon Marchionne

Secondo il Sole 24 Ore i vertici delle tre big dell’auto americana (General Motors, Ford, Fiat Chrysler Automobiles), si comportano con Donald Trump come i “Re magi con Gesù Bambino”. Per Sergio Marchionne, poi, che in apertura del Salone di Detroit ha letto il tweet “Finalmente!” con il quale il presidente eletto si rallegra del miliardo di dollari investito negli stabilimenti di Michigan e Ohio, il quotidiano confindustriale parla di “teatrino della politica”. Al quale l’amministratore delegato di Fca non si sarebbe sottratto, anzi: rilanciando la fusione con la Gm, “un matrimonio che dovrebbe piacere a Trump”, mentre non piace alla numero uno americana Mary Barra. E neppure al 24 Ore che ne sottolinea gli aspetti negativi, che per la verità riguarderebbero più Gm che non Fca. La quale deve tra l’altro difendere la produzione italiana delle Jeep, le Renegade che da Melfi vengono esportate in America, in questo caso contro il protezionismo di The Donald.

Marchionne invece, smesso il manto da “Re Magio”, vuol produrre in Italia anche le Compass, Jeep di livello superiore, da destinare al mercato europeo. Le ricadute positive sarebbero evidenti, anche in termini di indotto e componenti, settore quest’ultimo che ha preso a rifornire anche gli Stati Uniti, oltre che Fca e la Germania. Il 24 Ore però mugugna, magari dimenticando che Barack Obama, appena eletto, cancellò la commessa degli elicotteri Finmeccanica. Forse avrebbe preferito che Marchionne, contro il quale  sempre si rosica da quando ha sbattuto la porta della Confindustria per avere relazioni industriali moderne, si fosse ispirato a Meryl Streep, o a Il Volo.  

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