Con il Natale sale la fiducia dei consumatori, ma scende quella delle imprese

Secondo i rilevamenti Istat di dicembre, miglioramento generale per industria e negozi, ma va un po' peggio in materia di servizi

Shopping natalizio

Foto Pixabay

Ottimismo natalizio per i consumatori. A dicembre il clima di fiducia è migliorato, con l'indice che sale da 108,1 a 111,1 riassestandosi sui livelli dello scorso luglio; peggiorato, di contro, l'indice composito del clima di fiducia delle imprese, che scende da 101,4 a 100,3, ma le dinamiche settoriali risultano diversificate. Lo rileva l'Istat, secondo cui il miglioramento in seno ai consumatori è largamente diffuso: il clima economico passa da 127,6 a 133,8, leggermente al di sopra del livello medio del periodo maggio-giugno 2016. Il clima personale e quello corrente salgono per il secondo mese consecutivo, passando rispettivamente da 101,3 a 102,7 e da 103,7 a 106,2. La componente futura, inoltre, torna ad aumentare (da 113,8 a 116,2), raggiungendo il livello più elevato da giugno 2016.

Miglioramento notevole, poi, dei giudizi dei consumatori sulla situazione economica italiana: il saldo passa da meno 53 a meno 40, mentre le aspettative fanno registrare un'impennata più lieve (da meno 20 a meno 16) dopo sette mesi consecutivi di diminuzione. Le opinioni sull'andamento dei prezzi al consumo, espresse su un arco temporale di dodici mesi guardando sia al passato sia al futuro, si orientano in generale verso la diminuzione dei prezzi: il saldo passa da meno 34 a meno 36 e per le aspettative da meno 28 a meno 34. Diminuiscono per il secondo mese consecutivo, infine, le aspettative sulla disoccupazione, passando da 28 a 20.

 

L’ottimismo non è un dettaglio

Crescono le richieste di prestiti per beni e servizi. Buon segno

 

Quanto alle imprese, a dicembre si registra un peggioramento della fiducia nei servizi (l'indice passa da 105,0 a 102,5) e nelle costruzioni (da 124,2 a 120,4); nella manifattura e nel commercio al dettaglio l'indice sale, rispettivamente, da 102,2 a 103,5 e da 106,5 a 107,4. I dati vanno però analizzati più a fondo: nel comparto manifatturiero migliorano sia i giudizi sugli ordini (il saldo passa da meno 14 a meno 12) sia le attese sulla produzione (da 10 a 12); il saldo dei giudizi sulle scorte rimane invece stabile. Nel settore delle costruzioni, di contro, peggiorano sia i giudizi sugli ordini (da meno 25 a meno 28) sia le aspettative sull'occupazione (da meno 11 a meno 13).

In un clima generalmente più positivo, comunque, ci sono anche dei peggioramenti. Il riferimento è ai giudizi e alle attese sul livello degli ordini nel campo dei servizi: il saldo, rispettivamente, passa da 6 a 0 e da 5 a 0, mentre migliorano da 3 a 7 le attese sull'andamento dell'economia. Nel commercio al dettaglio migliorano sia i giudizi sulle vendite correnti (il saldo passa da 7 a 13) mentre le attese sulle vendite future sono in peggioramento, da 29 a 25. Il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino, infine, diminuisce da 9 a 8.

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