La commedia di Mps del commediante Gribbels

Come Grillo riesce ad approfittare (da anni) delle sventure del Monte

Assemblea degli azionisti Monte dei Paschi di Siena con Beppe Grillo

Assemblea degli azionisti Monte dei Paschi di Siena con Beppe Grillo (foto LaPresse)

“Ti piace vincere facile” era lo slogan di una famosa lotteria istantanea ma potrebbe andare bene anche per la politica pentastellata sul Monte dei Paschi. Comunque vada, il Movimento di Grillo e Casaleggio, riesce sempre a fare delle travagliate vicende della banca senese una carta vincente per la propria causa. Sia in caso di aumento di capitale sul mercato (letto dal M5s come un complotto della Jp Morgan, ça va sans dire) sia che, come pare sempre più probabile, debba intervenire lo stato italiano. Come spiega un articolo pubblicato giovedì sul Times, Grillo “non avrebbe potuto trovare, per il suo Movimento, un agente pubblicitario migliore di un bail-in che coinvolge gli obbligazionisti”.

 

ATTO I.

“Bisognerebbe chiamare tutti i segretari del Pd dal ‘95 a oggi e fargli delle domande: qualcuno dovrà dire dove sono andati questi soldi. È uno dei buchi più grossi in Italia e in Europa e abbiamo bisogno di risposte”. È il gennaio 2013 e Beppe Grillo tiene un lungo comizio nella piazza del Mercato di Siena, ancora infiammato dalla grande prova d’artista messa in scena all'assemblea di Mps. Lì, davanti ai trentasei soci iscritti a parlare – tetto massimo di 10 minuti a intervento – attaccava: “Questa banca era una banca florida, era una banca straordinaria, nel ‘95 è stata diciamo privatizzata, è entrato un partito dentro con una fondazione, nominata da sapete benissimo comuni, regione, provincia, sono entrati questi del PD, ex DS, che ha governato questa regione per 40 anni. Da lì è stato compiuto dall’inizio lo scempio totale di questa banca”.

  

   

ATTO II.

Nell’aprile dello stesso anno, il comico genovese getta nuove ombre sull’istituto senese: “La vicenda MPS – scrive sul blog – assomiglia a quella del fallimento del Banco Ambrosiano”, “una brodaglia che vide coinvolti partiti, mafie, IOR, massoneria”. Il poker d’assi non basta: alla ricetta complottarda manca l’ingrediente segreto e allora ecco che Grillo arriva a insinuare che David Rossi, il responsabile della comunicazione Mps, sia “stato suicidato”, buttato dalla finestra “dopo una lunga telefonata (con chi ha parlato? possibile che non si possa risalire all'interlocutore? o non si voglia?)” e che da allora “sulla città è calata una cappa che si taglia con il coltello”.

 

ATTO III.

Arriva il 2016 e con il referendum costituzionale in vista il piatto è ancora più ricco: per Grillo Matteo Renzi avrebbe attuato un piano per stravolgere la Costituzione che una banca americana ha messo nero su bianco. “Il Partito democratico – scrive Grillo sul blog – ha massacrato la banca più antica del mondo per sete di potere e di consenso. Sono stati bruciati miliardi e miliardi di capitale solo negli ultimi anni. Adesso la dirigenza, targata JpMorgan e paracadutata a Siena dal Bomba, non ha niente di meglio da fare che ricattare i piccoli risparmiatori, obbligandoli, di fatto, a trasformare i loro risparmi in capitale di rischio. La stessa JP Morgan che si garantirà commissioni per 450 milioni (in caso di successo dell’operazione di mercato) senza comunque esporsi”. Siamo ai protocolli dei Savi di Jp Morgan, come scritto più volte su queste colonne. 

 

 

ATTO IV.

È cronaca degli ultimi giorni. Jp Morgan e Mediobanca fanno “marameo” e Mps si trova sola nel momento di maggiore difficoltà. A questo punto, come spiega Luciano Capone sul Foglio, la mossa dei grillini è proporre “la nazionalizzazione di Mps in deficit – senza considerare i vincoli europei e senza temere possibili procedure d’infrazione per aiuto di stato – per trasformarla in una banca pubblica al ‘servizio del popolo’, che eroga prestiti a cittadini e imprese che non possono offrire garanzie. Il M5s non vuole solo che Mps continui a fare tutto ciò che l’ha portata a un passo dal collasso ma che lo faccia su vasta scala e con in più la garanzia statale, ovvero la certezza che i debiti verranno ripagati dai contribuenti. Si tratta in pratica della trasformazione del Monte dei Paschi di Siena in Monte dei Paschi Subprime, come vengono definiti i prestiti ad alto rischio. L’idea del M5s non è originalissima, ma è una brutta copia del modello che ha portato alla crisi dei mutui subprime in America e che a sua volta ha innescato la crisi finanziaria”.

Ormai l’ipotesi del paracadute pubblico si fa sempre più certa. Attenzione, però. Come ricorda l’articolo del Times di oggi, le regole europee impongono che con la garanzia pubblica dovrà essere imposta una penalizzazione di azionisti e obbligazionisti subordinati. Un nuovo asso è in arrivo sul tavolo del comico genovese. È ridicolo ma non fa ridere.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    23 Dicembre 2016 - 08:08

    Lungi da me qualsivoglia simpatia nei confronti del comico pregiudicato e del suo cosiddetto movimento ma per quanto riguarda la triste storia di come MPS sia piombata nel baratro in cui si trova ciò che penso coincide con quanto detto da Grillo e che d'altronde era stato gia detto da vari giornalisti non di certo simpatizzanti del comico. La vecchia dirigenza PCI-DS-PD, proprio quella che oggi, minoritaria, si contrappone proditoriamente a Renzi ha a mio avviso pesanti responsabilità nel disastro della banca. Come d'altronde sembrano assai oscuri sia il "suicidio" del giovane funzionario MPS sia la guardinga flemma delle indagini giudiziarie.

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