Forza Bolloré

Ha un progetto e ha i capitali. Anche Mediaset lo capirà. Benvenuto

Forza Bolloré

Vincent Bolloré (foto LaPresse)

La notizia arriva lunedì nel tardo pomeriggio ed è molto potente. Agenzia secca: “Vivendi decide di aumentare il suo investimento in Mediaset acquistando azioni fino al limite del 30 per cento del capitale e dei diritti di voto”. La società dell’imprenditore francese Vincent Bolloré è dunque a un passo dalla soglia massima oltre la quale è necessario lanciare un’offerta su tutto il capitale. E nonostante il tentativo di Mediaset di bloccare la scalata (sia invocando un intervento della procura di Milano sia presentando un esposto per manipolazione del mercato e abuso di informazioni privilegiate alla Consob) l’operazione di Vivendi è a un passo dal successo.

Mediaset-Vivendi e la scoperta dell'interesse nazionale

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Non sappiamo se la famiglia Berlusconi alla fine accetterà o meno di dialogare con Bolloré. Sappiamo però che la scalata di Vivendi a Mediaset va trattata per quello che è al momento: una fantastica operazione di mercato in cui un potente player internazionale (Vivendi) decide di investire in Italia per valorizzare una grande azienda del nostro paese (Mediaset) e darle un futuro, un progetto e una prospettiva. Chi ama il libero mercato e la circolazione senza ostacoli dei capitali non può che ragionare così e ogni ragionamento che suoni come una difesa dell’italianità o come un allarme contro lo straniero è sballato. Come si fa a non vedere che un’azienda che attrae capitali è un’azienda che può avere un futuro? Come si può non capire che un’azienda italiana che si internazionalizza ha la forza di diventare un player strategico che potrebbe persino fare concorrenza all’impero di Sky? Come ha giustamente notato ieri l’avvocato Alessandro De Nicola su Libero, chi porta denaro e non rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale del paese è il benvenuto. Dunque, per quanto ci riguarda, su Mediaset la questione è chiara: chi porta capitali e progetti è benvenuto, anche se scala un’azienda amica sgomitando, pestando i piedi e in modo ostile. Benvenuto, monsieur Bolloré.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    20 Dicembre 2016 - 17:05

    Andrebbe forse tutto bene se ci fosse reciprocità coi francesi. Ricordiamo il caso ENEL-Suez, dove pur di non far comprare la multiutility agli italiani, Suez venne fusa con l'azienda di stato Gaz-de-France. E non vale il fatto che ENEL sia pubblica, come testimonia all'inverso EDF (di proprietà dello stato francese) che controlla Edison. Ma poi se Bolloré vuol creare un polo mediatico perché non fonda una nuova società che faccia concorrenza a Madiaset (e RAI)? Così tentò di fare Berlusconi con la Cinq quando venne bloccato, guarda caso, dalla politica (Chirac). Inoltre bisogna anche valutare come Vivendi gestisce Telecom, che è allo sbando senza uno straccio di piano industriale, per cui le premesse non sono certo favorevoli. In ogni caso bisognerà tener conto della legge Gasparri sulle telecomunicazioni, che vieta le concentrazioni fra i soggetti del settore.

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  • carlofrisaldi

    20 Dicembre 2016 - 16:04

    La tesi è esposta con limpida chiarezza e la condivido pienamente. E da sottolineare che la vicinanza a Berlusconi non condiziona minimamente un giudizio che può risultare sgradito allo stesso. Un bravo al Foglio.

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