Perché le previsioni apocalittiche post referendum sono già tutte cambiate

Confindustria rivede al rialzo le sue stime pessimistiche sulla crescita del pil. Se sempre più persone credono alle fake news diffuse dal basso su internet, la soluzione non è certo diffonderne altre dall’alto

Vincenzo Boccia confindustria

Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria (foto LaPresse)

Apocalisse rimandata. Confindustria ha presentato gli “scenari economici” del paese e, nonostante il preoccupante clima di incertezza politica che potrebbe peggiorare il quadro, i dati sono positivi: secondo le elaborazioni del Centro studi di Viale dell’Astronomia il pil aumenta dello 0,9 per cento quest’anno e aumenterà dello 0,8 nel 2017 e dell’1 per cento nel 2018. Le stime sono molto diverse dalle fosche previsioni annunciate sempre da Confindustria solo pochi mesi fa prima del referendum. In caso di vittoria del...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • marcello.gasco

    15 Dicembre 2016 - 09:09

    Misurare gli effetti delle scelte politiche di fondo sul breve non ha senso, occorrerebbe avere strumenti per attualizzare gli effetti futuri della scelta. Sento molti, compresi i più noti tenutari di talk-show, sostenere che la Brexit non ha avuto alcun effetto negativo. Vedreno, penso io, fra tre-cinque anni. Sarebbe come decidere di non mandare il figlio/figlia all'università: evidente che il giorno dopo non succede niente e così per alcuni anni. Sarebbe da stupidi gongolarsi, dicendosi: "visto, non è cambiato nulla, nonostante i catastrofisti". Tuttavia è incontrovertibile che, come genitore, gli/le hai dato meno chance di successo nella vita.

    Report

    Rispondi

  • efis.loi

    14 Dicembre 2016 - 18:06

    Dunque, una cosa mi pare si possa dire: arrivare a capire perché il 40% abbia votato SI, non dico sia facile ma si può fare; valutare il peso delle dichiarazioni preventive pro Si di Confindustria , è più arduo. Sarebbe interessante conoscere il motivo che ha condotto la Confederazione a farle e a smentirle subito dopo il 60% dei No.

    Report

    Rispondi

Servizi