Quel buon Patto per la Fabbrica che potrebbe sgonfiarsi per il No sciagurato

Le dimissioni di Matteo Renzi potrebbero avere un impatto negativo anche sulla nuova stagione di riforme delle relazioni industriali, e sarebbe un peccato

industria lavoro fabbrica

Department for Business, Innovation and Skills (foto via Flickr)

"È un primo e importantissimo passo verso un vero e proprio rinnovamento culturale e lo abbiamo fatto insieme al sindacato”. Il commento a caldo del presidente di Federmeccanica, Fabio Storchi, sull’ipotesi di rinnovo contrattuale sottoscritto alcune settimana fa da Confindustria e dai sindacati, sembrava essere la prima conferma di quanto il Patto per la Fabbrica, promosso dal numero uno di Confindustria Vincenzo Boccia, avrebbe potuto fare bene al rilancio e alla innovazione della filiera industriale italiana.  

Tutto quello che c'è da sapere sulla Confindustria di Vincenzo Boccia

La novità non è quella della contrattazione, né l’appoggio al referendum, il nuovo che avanza (forse) del neopresidente Boccia è la rottura della retorica sulla nanificazione del sistema delle imprese italiane, la sua apertura al private equity, quel capitale di rischio che è sostanza e missione dell’imprenditore (banchieri compresi).
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