Novità: l’incertezza eccita le Borse

Brexit-Trump-Referenzum. I mercati sono in modalità “populismo”

Novità: l’incertezza eccita le Borse

Foto LaPresse

Dalla vittoria della Brexit la Borsa di Londra è in rialzo del 10 per cento in sei mesi. Dopo quella di Donald Trump, Wall Street sale del 5,5 per cento in un mese. Dopo il trionfo del No al referendum costituzionale e la caduta di Matteo Renzi, Piazza Affari ha recuperato il 9 per cento in una settimana. Ma non avevano previsto – tutti – l’esatto contrario? Gli analisti provano a spiegare con le ricoperture di chi aveva venduto allo scoperto, con gli algoritmi degli hedge fund che girano in controtendenza. Probabile, ma non basta. Dunque? Innanzi tutto si sfatano le leggende dei blog grillini: tipo la riforma costituzionale confezionata dalla JP Morgan. Ebbene, la merchant bank americana è tra quelle più in spolvero a Milano; mentre il suo numero uno Jamie Dimon, accusato di essere sponsor di Hillary Clinton, è stato in ballo quale segretario al Tesoro di Trump.

Ma al di là di questo, è evidente che i mercati hanno inserito la modalità “populismo”. Scommettere sull’instabilità, sulla rottura politica (e avvalendosi della liquidità iniettata dalle banche centrali) ha un’ovvia logica speculativa. Basta però ricordare che è una tattica, non una strategia; tanto meno per l’Italia. I capitali potranno andarsene con la stessa rapidità con la quale piovono in Borsa. La prova? Si comprano azioni delle banche in Piazza Affari ma ci si tiene accuratamente alla larga dagli aumenti di capitale: come dimostra il caso del Monte dei Paschi di Siena. Si scommette, ma non si investe. Nulla di immorale se lo fa la finanza. Se la puntata populista è della politica, delle classi dirigenti, degli elettorati, l’impatto al suolo (e la sorpresa) sarà molto diverso, grave e concreto.

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