Yellen pronta al rialzo dei tassi, no alle dimissioni e alla riforma del Dodd-Frank Act

Sarebbe sbagliato, a detta della presidente della Fed, “riportare indietro la regolamentazione finanziaria” con la non meglio precisata riforma che ha in mente Trump

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Janet Yellen, presidente della Fed (foto LaPresse)

Un rialzo dei tassi a breve, l'intenzione di restare alla guida della Federal Reserve fino alla scadenza del suo mandato (febbraio 2018) e un secco “no” alla revisione del Dodd-Frank Act che ha regolamentato la finanza: Janet Yellen è molto decisa nel discorso preparato per la Commissione economica congiunta del Congresso.

 

L'intenzione di alzare i tassi “relativamente presto” è scritta nero su bianco, e probabilmente fa riferimento alla riunione della Fed del 13 e 14 dicembre prossimi. Anche perché mantenerli ai livelli attuali troppo a lungo “potrebbe incoraggiare un'eccessiva assunzione di rischio e compromettere la stabilità finanziaria”. Dopotutto, secondo la Yellen, i dati macroeconomici americani potrebbero continuare a “mostrare progressi”, anticamera naturale di un aumento del costo del denaro. Un proposito che fa leva anche sulla politica fiscale espansiva promessa da Trump, tra investimenti e taglio delle tasse.

 

Proprio a proposito del neo-presidente, che non ha mai nascosto la volontà di sostituirla anzitempo ritenendola “politicizzata”, Janet Yellen è stata chiarissima: “Intendo finire il mio mandato, non prevedo dimissioni anticipate”. L'ultimo atto della sibillina polemica con il tycoon sfocia nella difesa della legge Dodd-Frank, con la quale l'amministrazione Obama ha cercato di mettere un freno ai bollenti spiriti di Wall Street dopo il disastro del 2008. “Ha molti aspetti positivi”, dunque sarebbe sbagliato, a detta della Yellen, “riportare indietro la regolamentazione finanziaria” con la non meglio precisata riforma che ha in mente Trump. “Si dovrebbe essere felici del fatto che ora il sistema finanziario è più sicuro e poggia su basi più solide. Non sarebbe opportuno tornare ai precedenti standard sui mutui che hanno portato alla crisi”, spiega la presidente della Fed.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    18 Novembre 2016 - 10:10

    Il rialzo dei tassi può essere giustificato solo con la vera ripresa economica, cosa che almeno in Europa non si è registrata.

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