Padoan: “Nel 2017 meno tasse per 23,5 miliardi”

I conti del ministro dell'Economia in audizione alla Camera sulla manovra. Buone notizie su Pil e lavoro ma i timori dei mercati si rispecchiano nello Spread in salita.
Padoan: “Nel 2017 meno tasse per 23,5 miliardi”

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan (foto LaPresse)

Nel 2017 meno tasse per 23,5 miliardi di euro. I conti sono di Pier Carlo Padoan, in audizione alla Camera sulla manovra, “orientata alla crescita, con il deficit che scende mentre il debito di stabilizza”. Dal 2014 a oggi, secondo il ministro dell'Economia, c'è stata una “riduzione di imposte graduale ma costante, dal carico fiscale sui dipendenti del 2014, l'Irap nel 2015, la Tasi nel 2016 e l'Ires nel 2017”. “Nel 2017 - ha spiegato Padoan - le risorse utilizzate per tagli al prelievo sono di 16,5 miliardi e per gli aumenti di spesa 10,2”.

 

Sui tagli al prelievo pesa lo stop alle clausole sugli aumenti di Iva e accise per “un importo pari a 15,4 miliardi”. Quanto alla crescita, “si sta gradualmente irrobustendo: nel 2015 il Pil è aumentato dello 0,7 per cento, per il 2016 si prevede un incremento dello 0,8 e per il 2017 abbiamo stimato una crescita pari all'1 per cento”. Di contro “il recupero dei livelli di prodotto pre-crisi si sta rivelando più lento di quanto desiderabile e certamente non ci diciamo soddisfatti”, benché si registri una “importante inversione di tendenza per gli investimenti”. Secondo il titolare dell'Economia, poi, “il mercato del lavoro continua a migliorare nonostante il venir meno degli incentivi fiscali”.

 

Nonostante i provvedimenti “compatibili con l'esigenza di ridurre progressivamente il disavanzo”, Padoan accenna a “1,9 miliardi di euro destinati al pubblico impiego”, mentre per gli investimenti locali “ci sono spazi finanziari per 1,2 miliardi annui che si aggiungono agli effetti espansivi del fondo pluriennale vincolati”.

 

I dolori arrivano quando si fa riferimento allo spread, adesso in salita dopo due anni e mezzo in discesa: il ministro individua la causa nel “timore dei mercati che l'azione di politica economica del governo si interrompa”. Dà da pensare anche il personale delle banche in esubero. “Tutto il sistema bancario nei prossimi anni dovrà affrontare un processo di ristrutturazione molto importante”, avverte Padoan, che comunque promette nella legge di bilancio “risorse per facilitare l'uscita più dolce possibile”.

 

Mentre in materia di anticipo pensionistico Padoan assicura: “Sono più ottimista di altri sull'impatto positivo. È stata fatta una stima del numero di soggetti che potrebbero ricorrervi e dei costi conseguenti e quindi questa stima è cautelativa. Da qui la necessità di verificare nel tempo quanti aderiranno all'Ape social, perché le stime del governo potrebbero essere superiori alle effettive adesioni”.

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