Deutsche Bank contesta il Qe di Draghi: "Favorisce i paesi indebitati"

La banca tedesca pubblica un rapporto in cui critica la politica monetaria di Francoforte. La Bce sta consentendo a Italia e Spagna di riposare sugli allori invece di fare le riforme strutturali, dice l'istituto tedesco

 

Deutsche Bank contesta il Qe di Draghi: "Favorisce i paesi indebitati"

(foto LaPresse)

Deutsche Bank ha sferrato un nuovo durissimo attacco alla politica monetaria della Banca centrale europea, incolpata in un rapporto di "espropriare i risparmiatori", "creare bolle" e "aumentare l'azzardo morale" con il suo programma di 'quantitative easing' (Qe). Parola del capo economista dell'istituto teutonico, David Folkerts-Landau, che già nel bollettino dello scorso giugno aveva accusato il presidente dell'istituto, Mario Draghi, di mettere a rischio non solo il futuro della Bce ma addirittura quello di tutta l'Eurozona.

 

Il rapporto pubblicato da Deutsche Bank si intitola "I lati oscuri del Qe" e il sommario recita: "Socializzazione in sordina, espropriazione dei risparmiatori e bolle finanziarie". E quantomai sono espliciti i due cinguettii con i quali il documento è stato rilanciato sul profilo Twitter della banca: "Intervento della Bce, le ripercussioni negative stanno diventando travolgenti" il primo; "Politica monetaria della Bce, in aumento la concentrazione del rischio nel bilancio dell'eurosistema" il secondo.

 


 

 


 

L'istituto tedesco (che, da parte sua, viene considerato dal Fondo monetario internazionale "la maggiore fonte al mondo di rischi sistemici" a causa di un'esposizione a derivati pari a nove volte il pil tedesco) non si concentra quindi sui tassi sotto zero, che tanti problemi creano alle banche tedesche abituate a offrire rendimenti molto interessanti ai propri correntisti. Anzi, afferma che "al momento le conseguenze negative sui risparmiatori sono limitate". Il centro delle critiche sono proprio le distorsioni create dal 'Qe', un piano che prevede l'acquisto di titoli, principalmente di stato, al ritmo di 80 miliardi di euro al mese per risollevare l'inflazione e proteggere dalle turbolenze i membri più vulnerabili di Eurolandia, operazioni che, secondo Deutsche Bank, starebbero causando un accumulo di rischi senza precedenti nel bilancio di Francoforte.

 

Secondo Folkerts-Landau un simile allentamento monetario non solo "crea bolle", distorce i prezzi delle attività e priva i rendimenti dei bond della loro funzione di spia. Il 'Qe', afferma Deutsche Bank, crea un'allocazione tutt'altro che ottimale delle risorse, mantenendo in vita "aziende zombi", e, soprattutto, priva i paesi più indebitati del pungolo. Ovvero, quanto più volte dichiarato, con toni ancora più duri, dal presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, e dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. A Berlino la tesi prevalente resta quindi sempre la stessa: Draghi sta consentendo a Italia, Spagna e compagnia di riposare sugli allori invece di fare le riforme strutturali. Se mai dovesse esplodere la bolla Deutsche Bank, nondimeno, anche in Germania potrebbero aver bisogno del suo 'bazooka'.

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