"Troppe banche in Europa", dice Draghi. Serve una rivoluzione sistemica

Il sistema del credito è in crisi perché in questi anni non si è evoluto. Perché serve un disruptor per entrare nella terza repubblica delle banche.
"Troppe banche in Europa", dice Draghi. Serve una rivoluzione sistemica

Il presidente della Bce Mario Draghi (foto LaPresse)

Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi intervenendo a una conferenza del Comitato europeo per il rischio sistemico, riferisce il Financial Times, ha detto che l'Eurozona ha troppe banche. Sarebbe per questo motivo che i profitti sono rimasti bassi nonostante le politiche espansive della Bce. Draghi nel suo intervento ha così risposto alle critiche del settore per i tassi di interesse negativi, citando un rapporto sull'espansione dei mercati di capitali e sull'elevato numero di istituti come fattore di bassa redditività.

 

Il numero eccessivo di istituti bancari non è però il solo problema. Il sistema del credito infatti è in crisi perché in questi anni non si è evoluto. Come ha scritto il direttore Claudio Cerasa, in questi anni  le grandi banche hanno provato "in tutti i modi a stare al passo con i tempi (applicazioni sugli smartphone, home banking) ma nessuno, non solo Mps e Unicredit, ha ancora trovato la chiave giusta per riportare le banche a occuparsi dell’unico grande tema che oggi viene trascurato: non come si salva una banca ma come si può tornare a fare business e reagire così alla prima grande rivoluzione industriale (la rivoluzione della disintermediazione) che distrugge posti di lavoro piuttosto che crearne". E' per questo che in un periodo come questo servirebbe "una rivoluzione alla Marchionne" per "entrare nella terza repubblica delle banche".

 

Alberto Brambilla e Renzo Rosati avevano dunque auspicato la necessità di una "rivoluzione bancaria" perché il vero problema del sistema banche "non è solo questione di riforme, che non mancano, ma di attitudine. Il sistema però s’oppone: l’ha sempre fatto, dalle privatizzazioni di Carlo Ciampi e Mario Draghi fino alla trasformazione delle popolari in società per azioni con Renzi. Mancano, salvo eccezioni, manager marchionneschi e sindacati coraggiosi; il che evoca lo spettro degli “esodati” prossimi venturi a carico della collettività, i bancari appunto".

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