Il revival della corriera in Europa

Dal gigante low-cost Flixbus al giovane “disruptor” italiano GoGoBus. La chiave del successo non risiede nella possibilità di possedere flotte di bus, eserciti di autisti, avere una divisione marketing che vende i biglietti ma nell’avere a che fare il meno possibile con tutto questo.
Il revival della corriera in Europa

foto thilo Hilberer via Flickr

Roma. Tentare di “prendere l’autobus al volo” non porterà ai tragicomici incidenti capitati al ragionier Fantozzi che aveva preso alla lettera il popolare modo di dire nella saga cinematografica di Paolo Villaggio e Luciano Salce. Oggi i viaggi in autobus possono essere molto economici, estesi, e su misura rispetto alla domanda, quindi alle richieste della clientela. E’ il revival della corriera. In Europa i viaggi in bus a lunga percorrenza stanno vivendo un periodo di dinamismo sull’onda lunga della deregolamentazione nel settore a livello continentale. “C’è una piccola rivoluzione che accade nel cuore dell’Europa”, ebbe a dire all’Economist Oleg Kamberski, capo della International Road Transport Union, una società di lobbying di Ginevra. La chiave del successo però non risiede nella possibilità di possedere flotte di bus, eserciti di autisti, avere una divisione marketing che vende i biglietti ma nell’avere a che fare il meno possibile con tutto questo.

 

A Flixbus, azienda di Monaco di Baviera fondata nel 2011, non sanno nulla di autobus – come ammettono i suoi amministratori – ma sono i leader di mercato in Germania e vogliono fare lo stesso in Europa. Flixbus è una piattaforma web che intermedia il mercato facendo incontrare la domanda dei viaggiatori con chi offre i servizi di linea a lunga percorrenza, le compagnie di autobus regionali in tutta Europa. Gli autobus sono di operatori in subcontratto che operano per conto di Flixbus che funziona da “aggregatore” di viaggiatori che comprano i biglietti online a tariffe low-cost. Flixbus è una delle realtà più dinamiche in un settore in rapida mutazione, come fu per le compagnie aeree low-cost nei primi anni Duemila.

 

Nel giugno scorso, un po’ a sorpresa, Flixbus ha rilevato le attività di Megabus, controllata della britannica Stagecoach Group che ha avuto successo negli Stati Uniti ed è diventata famosa per il “claim” delle “corse a 1 euro”, portando le sue attività a 100 mila corse al giorno in venti paesi europei, dalla penisola iberica all’Europa centrale. In Italia la startup GoGoBus, nata nel marzo 2015, applica un modello di business diverso che si avvicina molto all’idea di “bus sharing”. Se Flixbus opera comunque su tratte di linea prestabilite, GoGoBus invece costruisce i viaggi basandosi sulle esigenze dei clienti che possono non coincidere con tratte di linea per percorrenza o orari. L’attività più popolare di GoGobus è il “bus pooling” – riempire l’autobus – per portare i viaggiatori a eventi, raduni, concerti e ritorno. GoGoBus chiede chi è interessato a una destinazione e costruisce il viaggio secondo la domanda, anche recuperando i passeggeri al di fuori delle canoniche aree di sosta, come le stazioni, in punti di raccolta nelle città, e mano a mano che si aggiungono passeggeri il prezzo del biglietto si riduce.

 

La start-up fondata da Alessandro Zocca, classe ’88, laureato in marketing, ed Emanuele Gaspari, ingegnere informatico, classe ’84, e lanciata grazie all’investimento di un fondo privato milanese, in un anno di vita ha raddoppiato il numero di passeggeri (da 2 mila a 4-5 mila circa) e ha come target i giovani e le famiglie che viaggiano per turismo; sta infatti allacciando rapporti con le agenzie di viaggio che possono avere difficoltà a riempire i bus per singole tratte. In futuro punta all’internazionalizzazione sviluppando l’alleanza con Arriva Italia, principale fornitore di partner e di mezzi, del gruppo tedesco Deutsche Bahn, per entrare nel mercato spagnolo e portoghese dove i flussi turistici sono significativi.

 

“E’ poi in fase di lancio un vero servizio di ‘bus pooling’ per riempire gli autobus che dopo un viaggio, a esempio in aeroporto, di solito tornano vuoti: possiamo vendere i posti singoli sulla piattaforma, ricavando una commissione”, dice Zocca al Foglio. “E’ un’attività che in Europa non fa ancora nessuno e più aziende di noleggio privato si aggiungeranno più questo servizio diventerà la nostra forza”, dice Zocca. Chi potrebbe risentirne è un altro ‘disruptor’, il servizio francese di car pooling, BlaBlaCar, se ai viaggi in automobile verrà preferita la “corriera”.

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