Perché il futuro dell’Italia dipende dalla consapevolezza di una parola chiave: Smart City

Su cosa deve puntare il nostro paese per diventare più competitivo sulla politica industriale, l’innovazione, il fisco e gli investimenti? Girotondo di idee. Con proposte concrete.
Perché il futuro dell’Italia dipende dalla consapevolezza di una parola chiave: Smart City

Belfast in una foto di William Murphy (via Flickr)

Da venerdì pomeriggio a domenica, pubblicheremo tutto il girotondo di idee - che trovate nel Foglio in edicola - con le proposte per una nuova agenda per l'Italia, che la rendano competitiva in tema di politiche industriali, innovazione, fisco e investimenti.


 

L’incremento dell’utilizzo dell’energia elettrica nei diversi ambiti del consumo energetico rappresenta un passaggio fondamentale per la crescita economica del nostro paese, in quanto determina una accelerazione degli investimenti infrastrutturali, contiene una importante componente innovativa ed è strumentale alla lotta al cambiamento climatico. Il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di efficienza energetica di lungo periodo non può infatti prescindere da un sostanziale processo di elettrificazione. Le stime del governo, incluse nel documento di Strategia Energetica Nazionale pubblicata nel 2013, indicano che il livello di elettrificazione potrà raddoppiare raggiungendo quasi il 40 per cento dei consumi finali entro il 2050 e che tale evoluzione coinvolgerà principalmente i settori del trasporto e del riscaldamento.


La recente Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP21) ha confermato che il trasporto urbano è uno dei settori maggiormente responsabili delle emissioni di gas serra che minacciano il futuro del nostro pianeta. Nei prossimi anni sarà quindi necessario un radicale cambiamento del sistema di mobilità, in cui l’energia elettrica può giocare un ruolo chiave. La mobilità elettrica è un settore cruciale dove l’innovazione e la ricerca hanno applicazioni industriali sempre più importanti: Enel sta lavorando da anni allo sviluppo di innovativi sistemi e servizi di ricarica e all’installazione di colonnine lungo tutto il territorio nazionale per rendere agevoli anche gli spostamenti “elettrici” a lunga distanza. Inoltre, è partito in Danimarca un progetto innovativo “Vehicle2Grid” che consente di utilizzare le batterie dei veicoli elettrici per l’immissione di energia elettrica in rete quando le auto sono in sosta. Al momento, questo servizio non è regolato in Italia, ma sarebbe una grande opportunità poterlo sviluppare anche nel nostro paese, sfruttando il vantaggio di avere un sistema elettrico già interamente digitalizzato. In questo contesto hanno giocato un ruolo fondamentale i contatori elettronici e lo giocheranno ancora di più quelli di nuova generazione che installeremo entro il 2019 nelle case o aziende dei nostri clienti e che permetteranno di gestire il sistema elettrico con molti meno costi ed in modo più efficiente e sicuro, con servizi al cliente finale che prima non erano neanche ipotizzabili.


La digitalizzazione della rete è anche condizione necessaria a sostenere lo sviluppo ulteriore delle fonti di energia rinnovabile che costituiscono in maniera sempre più evidente il futuro della generazione di energia elettrica e che richiedono una diffusione molto capillare ed una gestione completamente digitale dei flussi di energia. L’Italia con oltre 600.000 impianti allacciati alle reti digitali di media e bassa tensione è un paradigma di questa nuova modalità di sviluppo.


Questa digitalizzazione sempre più pervasiva delle infrastrutture di rete rappresenta la base su cui si articola il concetto di Smart City del futuro. Una “città” dove verranno integrati in modo intelligente impianti di generazione da fonti rinnovabili e hub informativi in grado di raccogliere ed elaborare dati riguardanti i flussi energetici, che permetteranno di migliorare la qualità dell’aria e di consumare in maniera intelligente e più efficiente. Secondo stime di esperti, entro il 2020 ci saranno 7 trilioni di dispositivi intelligenti per 7 miliardi di persone collegati a Internet che creeranno quella che già da qualche anno è definita come l’Internet of Things.


Precondizione essenziale per la gestione di tale flusso di informazioni e per la crescita economica dell’industria e dei servizi associati al processo di digitalizzazione, è garantire un livello adeguato di connettività. Enel è impegnata in prima linea nel supportare il Paese a colmare il divario infrastrutturale rispetto alla media dei paesi europei e, con Enel Open Fiber, realizzerà una rete interamente in fibra ottica fino alla casa del cliente (Fiber To The Home) sfruttando le infrastrutture elettriche esistenti.
L’Italia ha davanti a sé una incredibile potenzialità di crescita e di innovazione tecnologica, in cui il vettore elettrico può e deve essere protagonista.


Francesco Starace è amministratore delegato Enel

 

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