Liberare il mercato del lavoro

Le imprese italiane cercano, e non trovano, 40 mila dipendenti nel solo settore privato tra le aziende con oltre 10 impiegati. I numeri vengono dall’analisi Istat dei dati del secondo trimestre 2016 che segnalano un decimale di risalita della disoccupazione (11,6) e un contemporaneo aumento del tasso d’occupazione, che rimane tra i più bassi d’Europa.
Liberare il mercato del lavoro

Le imprese italiane cercano, e non trovano, 40 mila dipendenti nel solo settore privato tra le aziende con oltre 10 impiegati. I numeri vengono dall’analisi Istat dei dati del secondo trimestre 2016 che segnalano un decimale di risalita della disoccupazione (11,6) e un contemporaneo aumento del tasso d’occupazione, che rimane tra i più bassi d’Europa. 40 mila posti di lavoro in più ridurrebbero la disoccupazione all’11 per cento, ancora molto ma in grado di produrre un effetto moltiplicatore su pil, consumi e sul lavoro stesso. L’offerta però non incrocia la domanda, nota l’Istat, problema già osservato nel 2015 quando le aziende non hanno trovato 76 mila analisti informatici, progettisti di automazione industriali e sviluppatori di app.

 

Non è però solo un problema della formazione umanistica, ma anche del non funzionamento dei centri del lavoro affidati a regioni e sindacati. Al punto che un 27enne veneziano ha lanciato una start up che incrocia privatamente domanda e offerta con la localizzazione satellitare: in quattro anni ha raggiunto il milione di iscritti ed è stata inserita dalla fondazione californiana Mind the Bridge tra le 14 migliori iniziative economiche europee. Allo stesso tempo, a dispetto della retorica degli scoraggiati, una ricerca della multinazionale della comunicazione PaceGroup rivela che i giovani italiani sono ottimisti nella ricerca del lavoro, riscuotendo successi nel 34 per cento dei colloqui diretti per incarichi di livello medio-alto. L’effetto incentivi sulla creazione di nuovi contratti di lavoro stabili sta svanendo, come dimostrano i dati Inps di ieri, ma il metodo Jobs Act è sacrosanto. Ora si continui a liberare il mercato del lavoro dalle catene burocratico-sindacali, e dai luoghi comuni mediatici.

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