Dopo gli stress test le banche affossano i mercati. Si salva solo Mps

Tutti i listini europei, a eccezione di Francoforte, in rosso. L'istituto senese, unico italiano a essere stato bocciato dall'Eba, segna un +3.6 per cento: a pesare è il via libera della Bce al piano di salvataggio di Jp Morgan e Mediobanca.

Dopo gli stress test le banche affossano i mercati. Si salva solo Mps

(foto LaPresse)

La riapertura dei mercati dopo la diffusione dei risultati degli stress test nella tarda serata di venerdì è stata positiva. L'inversione di rotta però è stata repentina. Tutti i listini europei, con la sola eccezione di Francoforte, segnano perdite: Milano cede lo 0,75 per cento, Madrid l'1 per cento, Parigi lo 0,6, Londra lo 0,3. A frenare la ripartenza è stato in primis il comparto bancario, ma questo non è l'unico settore a destare preoccupazione: l'inattesa battuta d'arresto del pil americano, che con ogni probabilità, dicono gli analisti, convincerà la Fed a rinviare a fine anno, o a inizio 2017, l'aumento del costo del denaro, e il calo dell'indice Pmi manifatturiero dell'Eurozona – sceso a 52 punti dai 52,8 di giugno –, hanno fatto aumentare lo scetticismo dei mercati, già segnato dalla Brexit.

 

A frenare Milano è l'incertezza sugli istituti bancari, nonostante i risultati positivi agli stress test di Intesa Sanpaolo, Banco Popolare, Ubi banca e Unicredit. E' proprio la banca di piazza Gae Aulenti ad avere avuto le performance peggiori: nonostante l'ok del'Eba, ma con il minimo dei voti, la situazione patrimoniale è complicata e secondo gli analisti dovrà a breve lanciare un aumento di capitale di almeno 5-6 miliardi di euro, ma c'è anche chi ipotizza che questo possa raggiungere gli 8.

 


Fonte: Il Sole 24 Ore


 

Risultati positivi invece sta avendo Mps, l'unica banca italiana ad essere stata bocciata agli stress test. Il più 3,6 per cento che sta facendo segnare in Borsa è però figlio del via libera della Bce al piano di salvataggio di Jp Morgan e Mediobanca. L'aumento di capitale di 5 miliardi e la vendita di oltre 9 miliardi di sofferenze nette – alla quale parteciperà anche Atlante –, sembrano aver convinto i mercati della bontà del piano di salvataggio che prevederà entro la fine settembre la convocazione del nuovo piano industriale. A ottobre o novembre invece verrà completato l'aumento di capitale e il deconsolidamento del portafoglio dei crediti in sofferenza.

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