Rimpianti per una soluzione americana

Sdoganato l’intervento pubblico per risolvere (o tamponare) le crisi bancarie? Paradossi liberisti, vaccino anti bail-in, soluzione americana. Girotondo di idee.
Rimpianti per una soluzione americana

Processo Monte dei Paschi di Siena (foto LaPresse)

Almeno per il Monte dei Paschi sarebbe stato opportuno un intervento pubblico nel capitale della banca agli albori della crisi (come in America) perché, a posteriori, la recessione ha peggiorato la situazione dei bilanci aggiungendo un grande ammontare i crediti deteriorati. Il problema di Mps è stato quello di avere pagato nove miliardi (più i debiti) per acquisire Antonveneta da Banco Santander, il cui valore è significativamente salito di 4 punti nel giorno stesso in cui si è liberato dalla banca veneta. Mps ai tempi di Mussari ha cioè pagato a caro prezzo sportelli bancari poi chiusi e messi in vendita in seguito. E’ stata un’errata politica espansionistica - comune a molte altre banche - che ha peggiorato i loro bilanci e che sta a significare che i nostri banchieri non avevano capito quello che stava avvenendo nei sistemi bancari di tutto il mondo, cioè che il business model stava cambiando.

 

Poi è arrivata la crisi. E lì Stati Uniti e Regno Unito, le patrie del capitalismo finanziario, non hanno esitato a nazionalizzare pe qualche tempo Citi e Northern Rock, mentre da noi c’era ritegno nei confronti dell’ingresso del capitale pubblico nelle banche. Si temeva infatti un ritorno alle vecchie abitudini del credito allocato con criteri politici. Ma la scelta è stata pagata cara, senza peraltro indurre quel drastico mutamento gestionale che forse era necessario. Con un intervento puntuale si poteva dare mandato ai manager di riconsegnare una banca dimagrita dopo la cura entro un certo periodo di tempo. Oggi siamo daccapo ma con il bail-in che ci impedisce di mettere soldi pubblici in modo diretto. L’alternativa a un aiuto pubblico coincide con la scelta di rinviare ancora a domani un intervento in realtà urgente. Temo sia inevitabile convincere la Commissione per mettere soldi pubblici, temporaneamente, nel capitale di una o più banche per dare il segno che ci stiamo assestando sul Piave dopo la Caporetto degli ultimi anni. Un intervento non intrusivo dello stato con un mandato preciso era una cosa che si poteva proporre all’Europa tempo fa, ora però è complicato.

 

Francesco Daveri, Economista, Università Cattolica

 

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