Garanzia di confondere

Il pasticcio dei “leak” sugli aiuti alle banche non ispira molta fiducia
Garanzia di confondere

Dopo molte speculazioni durante la settimana sull’inondazione di capitali pubblici per le banche italiane, giovedì scorso s’è saputo che domenica 26 giugno la Commissione europea aveva autorizzato l’Italia a predisporre un programma di assistenza fino a 150 miliardi di euro per assicurare liquidità alle banche sane. Liquidità assistita da garanzia statale raccoglibile presso la Bce o sul mercato per aiutare le banche a finanziarsi visto che il segmento delle obbligazioni bancarie è anestetizzato da quando a gennaio è entrato in vigore il paradigma del bail-in che infligge perdite anche agli obbligazionisti di una banca finita in dissesto. Sembra che lo schema serva a prevenire eventuali crisi di fiducia post Brexit.

 

Tuttavia le modalità con cui la misura è stata resa nota con equivoche indiscrezioni – è la Commissione ad avere svelato i termini della trattativa – non ispira fiducia né ai mercati né agli osservatori, chissà ai risparmiatori. E’ possibile che il governo volesse tenere tutto segreto finché i corsi borsistici non si fossero ristabiliti dallo choc Brexit ma è stato tradito. E’ pure probabile che si sia trattato di un errore di calcolo. Non è la prima volta che decisioni sensibili sul credito filtrano (e male) sulla stampa – il weekend del bail-in di quattro banche a novembre o la gestazione del fondo salva-banche Atlante. In quest’ultima occasione le informazioni erano confuse e gonfiate – s’era dapprima letto di 40 miliardi di soldi pubblici per ricapitalizzare le banche; cifra che forse rivela quella necessaria ad aumentare il livello di copertura da sofferenze oramai irrecuperabili – col risultato di garantire, senza dubbio, la confusione sui mercati. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi