Aumentano i contratti a tempo indeterminato, dice l'Istat

Ma per Renzi il "rancore ideologico" oscura i dati positivi. "Aver cancellato l'articolo 18 non ha tolto diritti, non ha permesso di licenziare ma di assumere", spiega il premier.

Aumentano i contratti a tempo indeterminato, dice l'Istat

(foto LaPresse)

L'aumento dello 0,3 per cento congiunturale del pil nel primo trimestre è stato caratterizzato da "un crescente utilizzo di lavoro: le ore complessivamente lavorate aumentano dello 0,5 per cento sul trimestre precedente e del 2,1 per cento su base annua". In un'analisi del mercato del lavoro, l'Istat sottolinea così come "i primi tre mesi dell'anno in corso hanno determinato una crescita complessiva di 242 mila occupati su base annua, con un contributo decisivo dell'occupazione dipendente a tempo indeterminato (più 341 mila), a fronte della sostanziale stabilità di quella a termine e del calo degli indipendenti, concentrato tra i collaboratori e gli autonomi senza dipendenti.

 

In particolare, l'occupazione nel primo trimestre del 2016 è pari, al netto degli effetti stagionali, a 22 milioni 558 mila persone, in moderato aumento rispetto al trimestre precedente (più 0,1 per cento). L'istituto di statistica spiega anche che l'aumento congiunturale degli occupati riassume il nuovo incremento dei dipendenti a tempo indeterminato (più 0,5 per cento, più 75 mila), a fronte della diminuzione dei dipendenti a termine (meno 2,4 per cento, meno 57 mila) e della stabilità degli indipendenti. Il tasso di disoccupazione, invece, rimane stabile all'11,6 per cento rispetto al trimestre precedente e quello di inattività diminuisce in misura lieve (meno 0,1 punti) attestandosi al 35,7 per cento.

 

"Qualsiasi paese che non vive di rancore ideologico dovrebbe accoglierli con uno sguardo sorridente", ha commentato il premier Matteo Renzi rivolgendosi all'assemblea di Confcommercio. "Sono gli ennesimi dati positivi. Da febbraio 2014 sono 455 mila nuovi posti, più 390mila a tempo indeterminato. Aver cancellato l'articolo 18 non ha tolto diritti, non ha permesso di licenziare ma di assumere".

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