Lettera all’Italia di Airbnb

Come la politica può conquistare i millenials. Ci scrive l’ex consigliere di Bill Clinton, Chris Lehane, uno dei volti più importanti di Airbnb, portale online che mette in contatto persone alla ricerca di un alloggio per brevi periodi con altre persone che dispongono di uno spazio da affittare.
Lettera all’Italia di Airbnb

L’autore di questo articolo, scritto per il Foglio, Chris Lehane, classe 1967, è uno dei volti più importanti di Airbnb, portale online che mette in contatto persone alla ricerca di un alloggio per brevi periodi con altre persone che dispongono di uno spazio da affittare  il cui valore è stato stimato dal Wall Street Journal essere pari a circa 25 miliardi di dollari. Lehane è Global Head of public policy della società, dall’agosto del 2015 dopo una vita passata in politica. Nel 1992 è stato prima consigliere della campagna presidenziale di Bill Clinton e poi membro del White House Counsel’s Office alla Casa Bianca. Nel 2010, Karl Rove lo ha definito “one of the Democratic Party’s best opposition researchers”.

 



 

Amo venire in Italia per una semplice ragione: l’ospitalità degli italiani. Durante la mia ultima visita in Italia qualche settimana fa, ho pranzato insieme al proprietario di un ristorante della città etrusca di Civita di Bagnoregio, ho fatto jogging a Villa Borghese e mangiato il gelato da Giolitti. Ho tifato per Totti insieme ad altre migliaia di tifosi romanisti durante la partita con l’Inter ogni volta che si alzava dalla panchina. Ho alloggiato in un appartamento Airbnb situato in un palazzo antico di secoli nel centro di Roma, dove sono diventato amico del barista che mi serviva il caffè ogni mattina. Per qualche giorno ho vissuto la mia personale versione della Dolce Vita. Ho anche avuto la possibilità di passare del tempo con degli italiani, parlando di una delle mie più grandi passioni: la politica.

 

Quest’anno si terranno le elezioni sia negli Stati Uniti sia a Roma. La cosa che hanno in comune questi due momenti elettorali è la richiesta da parte della cittadinanza di idee innovative su come affrontare le grandi diseguaglianze dell’economia attuale. In entrambi i nostri paesi, sia i politici sia gli elettori, stanno sperimentando come le nuove tecnologie possano creare lavoro e generare attività economica. In Airbnb, crediamo che l’homesharing possa essere parte della soluzione al problema, dando alle persone l’opportunità di guadagnare un reddito aggiuntivo, diffondendo i benefici economici a più famiglie, comunità e imprese locali, attraendo più visitatori. Saremmo lieti di lavorare con i rappresentanti politici per fare la stessa cosa a Roma, e crediamo che gli italiani siano particolarmente favoriti per beneficiare dell’homesharing, per moltissime ragioni legate profondamente al contesto e alla storia locale.

 

Anzitutto, l’homesharing utilizza la tecnologia per connettere i visitatori che vogliono fare esperienze autentiche e locali con host che vogliono condividere le loro case nelle loro città. Molte ricerche dimostrano come gli host locali attraggano ospiti che soggiornano più a lungo, spendono di più e sono maggiormente disposti a ritornare. Sappiamo che i turisti vengono a Roma per vivere un’esperienza indimenticabile e per le attrazioni iconiche della città – la storia, l’arte, i quartieri. Sfruttare l’innovazione digitale per supportare l’economia di Roma è perfettamente in linea con il ruolo storico di città guida e culla di civiltà.

 


Chris Lehane, oggi ai vertici di Airbnb


 

 

In secondo luogo, il 97 per cento del costo di una notte addebitato da un host al proprio ospite, rimane direttamente nelle sue tasche. Ogni host può scegliere quando, dove e con chi condividere la propria casa. Trasformare un bene tipicamente considerato un costo, in un bene che genera reddito. In giro per il mondo questa attività sta aiutando innumerevoli famiglie del ceto medio, rilanciando le loro possibilità finanziarie. A Roma, si stima che il 63,8 per cento delle famiglie viva in una casa di proprietà e che ci siano più di 500 mila seconde case. La loro condivisione permette ai romani di generare un ulteriore guadagno dalle loro proprietà.

 

Terzo, la condivisione della casa mostra il meglio dell’Italia al mondo. I visitatori che utilizzano Airbnb cercano esperienze autentiche. Mangiano in trattorie, fanno acquisti in botteghe di famiglia e bevono caffè – o grappa – insieme agli abitanti del quartiere. Circa l’85 per cento di ogni euro speso da un ospite di Airbnb va alla comunità locale in cui ha soggiornato. Questa è una buona notizia per tutti. Il turismo cresce e si democratizzano i benefici diffondendosi a più famiglie, comunità e attività commerciali locali. E per una città come Roma, i benefici sono immensi.

 

Per tutti questi motivi, gli italiani hanno già largamente scelto l’homesharing – dalle grandi città ai piccoli paesi. L’anno scorso, la Lombardia ha introdotto regole chiare e semplici per l’homesharing, aggiungendosi così a città come Londra, Parigi e Amsterdam. Oggi siamo al lavoro con la città di Milano su una serie di iniziative a supporto di chi mette a disposizione la propria casa, come ad esempio un progetto che supporta l’accoglienza per chi ha parenti ricoverati negli ospedali della città grazie alla collaborazione con la Casa di accoglienza delle donne maltrattate di Milano (Cadmi). Inoltre, a Firenze stiamo collaborando con l’amministrazione per semplificare il pagamento della tassa di soggiorno da parte degli utenti di Airbnb, che andranno così a incrementare le entrate fiscali. Roma ha una lunga tradizione di ospitalità e aprire le case dei romani a viaggiatori e pellegrini è stata una delle priorità dell’allora sindaco di Roma quando la città si stava preparando per il Giubileo del 2000. Furono quindi scritte le prime regole per l’ospitalità in casa, con la consapevolezza che questa non fosse solo un’esperienza unica dal lato umano. Ora la novità è l’ospitalità grazie a una piattaforma e per questo abbiamo bisogno di regole piu aggiornate e semplici. Mentre la campagna elettorale per il comune prosegue, speriamo che ci sia spazio nel dibattito politico, per considerare l’homesharing come parte della soluzione alle importanti sfide che aspettano la città: combattere l’ineguaglianza economica aumentando le entrate per le famiglie e promuovere al mondo il meglio dell’innovazione e dell’ospitalità italiane.

 

Esorto quindi i candidati sindaco a considerare Airbnb come un loro partner poiché condividiamo insieme lo stesso desiderio di rendere Roma un posto migliore dove vivere e da visitare. Crediamo fortemente che, lavorando insieme all’amministrazione comunale e al governo, l’Italia potrà largamente beneficiare del valore dell’ospitalità alternativa. Il governo italiano ha chiaramente espresso la propria intenzione di rendere l’Italia un paese aperto all’innovazione digitale e da parte nostra siamo pronti a supportare ogni istituzione nella definizione di regole chiare e semplici, che liberino questo grande potenziale economico.

 

Oltre 80 milioni di persone hanno viaggiato con Airbnb nel mondo e, a oggi, ci sono oltre 2 milioni di case condivise sulla nostra piattaforma. Airbnb sta modificando il modo in cui si viaggia o si utilizza la propria casa. E’ una scelta sempre più diffusa tra la generazione dei millennials, che vogliono esplorare il mondo in maniera autentica. Vogliamo aiutare Roma e tutta l’Italia a sfruttare al massimo questa opportunità – per la città, per i cittadini e il loro futuro.

 

di Chris Lehane, Global Head of public policy di Airbnb

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