Chi sono i consumatori che saltano sul carro dei liberisti (ma non troppo)

Sul ddl Concorrenza, i rappresentanti dei consumatori condividono le dichiarazioni riformatrici della senatrice Lanzillotta al Foglio, ma dicono "no" a un libero mercato dell’energia.

Chi sono i consumatori che saltano sul carro dei liberisti (ma non troppo)

Contatori dell'energia elettrica

Sull’impasse attorno al disegno di legge sulla Concorrenza, l’Unione nazionale dei consumatori (Unc) risponde alla senatrice Linda Lanzillotta che dalle pagine del Foglio di oggi ha affermato che piuttosto di una legge completamente svuotata di contenuti sarebbe “meglio rimandare a tempi migliori” il ddl per “occuparsi di concorrenza in un altro momento, quando ci saranno meno fattori esogeni di tipo politico”. Una lettura condivisa dal segretario dell’Unione dei consumatori, Massimiliano Dona: “Giusto, ritirate il provvedimento. Meglio nessuna riforma che una come questa che peggiora le cose invece di migliorarle”.

 

“Le poche cose positive contenute in questo ddl concorrenza – ha aggiunto Dona – sono del tutto insufficienti a compensare i maggiori costi che il provvedimento determinerà per le famiglie italiane”. Quella del ddl concorrenza era, per il segretario dell’Unc, “un’occasione d’oro per ridurre, a costo zero per lo Stato, le spese che gravano su famiglie e imprese, e invece le lobby hanno stravinto su tutti i fronti”.

 

La proposta di legge, che negli ultimi mesi ha subito pesanti modifiche ed è ancora in discussione nella decima commissione del Senato, sarebbe dunque, secondo l’associazione dei consumatori, troppo poco liberista, tanto da smentire le sue stesse finalità di fondo. Su un punto, però, i difensori dei diritti dei consumatori mostrano un improvviso freno alla propria spinta liberalizzatrice: nel settore dell’energia.

 

Secondo Dona, infatti, a “dare il colpo di grazia ad un già pessimo provvedimento” ci ha pensato l’eliminazione della proroga di sei mesi per il passaggio al mercato libero dell’energia e del gas. Un passaggio, fissato per il primo gennaio del 2018, che comporterà la fine del regime di maggior tutela (utilizzato dalla stragrande maggioranza degli italiani), in cui le tariffe non sono affidate al libero mercato ma sono regolate dall’Autorità per l’energia (Aeegsi). Insomma, per l’associazione dei consumatori è bene alimentare il processo di liberalizzazioni, ma occhio a non esagerare.

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