Quanti “avvoltoi” sopra la vendita di Ansaldo Sts a Hitachi

Ecco cosa c'è dietro ai ricorsi dei fondi attivisti che hanno motivato rilevamenti della Consob e un’inchiesta della procura di Milano
Quanti “avvoltoi” sopra la vendita di Ansaldo Sts a Hitachi

Roma. La vendita di Ansaldo Sts e Ansaldo Breda da parte di Finmeccanica alla giapponese Hitachi, da complessivi 2 miliardi di euro, al suo avvio di un anno fa era considerata un segnale della presenza dell’Italia nei grandi deal internazionali. Ora la sua conclusione è rimandata per via dei ricorsi di fondi attivisti che hanno motivato rilevamenti della Consob e un’inchiesta della procura di Milano.

 

Hitachi aveva concordato nel febbraio 2015 l’acquisto del 40 per cento di Ansaldo Sts, società di segnalamento ferroviario quotata in Borsa, e di Ansaldo Breda, non quotata, costruisce e ripara carrozze dei treni, per poi procedere al lancio di un’Opa totalitaria su Sts che avrebbe dovuto concludersi il 5 febbraio.

 

Mercoledì la Consob ha chiesto a Hitachi di aumentare il prezzo dell’offerta per il restante 60 per cento delle azioni Ansaldo a 9,899 euro contro i 9,50 euro concordati. La cifra concordata era considerata incongrua dai soci di minoranza dell’azienda italiana. Secondo i soci minoritari, Hitachi avrebbe concertato con Finmeccanica, decisa a comprare entrambe le aziende di trasporto, una strategia per abbassare il prezzo del gioiello Ansaldo Sts alzando invece quello del fardello AnsaldoBreda di cui Finmeccanica voleva liberarsi. Consob ha dato ragione alla sostanza degli esposti presentati dal fondo Amber (2,3 per cento di Sts) e dalla società di consulenza Bluebell partners di due ex banchieri Giuseppe Bivona e Marco Taricco – che però chiedevano un prezzo più alto, circa 15 euro contro i 9,8 ottenuti.

 

BlueBell agirebbe per conto del fondo speculativo Elliot Management (ha il 2 per cento con opzione a salire al 10) di Paul Singer, prominente finanziere americano noto per avere promosso azioni legali contro l’Argentina in default.

 

Per Consob l’operazione era viziata dalla “collusione”, dice la nota dell’autorità pubblicata nella serata di mercoledì, tra Finmeccanica, una società pubblica, e Hitachi. Finmeccanica, pur di liberarsi di Breda, si sarebbe insomma prestata a una ripartizione del prezzo di vendita di Sts favorevole al compratore comportando una minore remunerazione per gli azionisti di Sts.

 

L’Italia non ha una reputazione alta in quanto a tutela dei piccoli azionisti e spesso è criticata per scarsa attenzione alla difesa dei soci di minoranza. Osservatori esterni considerano la contesa su Ansaldo un test della capacità del governo di Matteo Renzi ad attrarre capitali. Il governo è però in una situazione delicata perché Consob ritiene che una società pubblica, Finmeccanica guidata da Mauro Moretti, manager scelto da Renzi, sia “collusa” con la società nipponica in un’operazione penalizzante per tutti i soci di Sts compreso il “parco buoi”. Hitachi ha ribadito in una nota di non avere attuato pratiche collusive e si riserva di valutare azioni legali.

 

[**Video_box_2**]Ad aggiungere pressione, la riedizione della notizia dell’apertura di un’inchiesta sull’operazione Finmeccanica-Hitachi da parte della divisione reati finanziari delle procura di Milano, riferivano ieri due fonti a Reuters aggiungendo l’intenzione di verificare la sussistenza di reati quali aggiotaggio e ostacolo all’autorità di vigilanza. L’inchiesta, se scaturisce dagli esposti estivi di Amber e BlueBell, è stata avviata prima della decisione di Consob. Ma non è chiaro quali siano i reati contestati: se l’operazione in sé oppure i successivi rimescolamenti nell’azionariato e conseguenti movimenti del titolo che avrebbero motivato i sospetti della procura.

 

La potenza degli attori in gioco non è secondaria. Sono definiti “piccoli azionisti” ma il peso di fondi come quello di Singer è considerevole, amministra 21 miliardi di dollari (con investimenti in Italia che riguardano anche la Nuova Banca Marche). Singer ha il 2 per cento circa del capitale di Sts e opzioni per poco più dell’8. Le azioni sarebbero state acquistate il 20 gennaio quando il titolo Sts è sceso sotto il prezzo di Opa a 9,3 euro. L’obiettivo di Singer è “fare soldi, sempre”, ha detto in una recente intervista. Ma nella ricerca del successo Singer è scivolato su qualche operazione, come nel 2014 con una multa a Elliott dalla Consob francese per insider trading.

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