Meglio la prevenzione della diplomazia che i pugni battuti sul tavolo

“Non dichiariamo guerra, ma sulla legge di Stabilità non siamo al discount”, dice Renzi. Detto ciò, prendere di petto Bruxelles e Berlino ha senso? Un girotondo di opinioni
Meglio la prevenzione della diplomazia che i pugni battuti sul tavolo

Negli ultimi mesi c’è stato indubbiamenter un cumulo di circostanze che ha reso difficili i rapporti dell’Italia con Bruxelles. Penso per esempio al dossier banche e a quello immigrazione-impronte digitali che hanno finito per coincidere nel tempo. La mia sensazione, però, è che soprattutto nell’atteggiamento del presidente del Consiglio ci sia una motivazione anche domestica. Dimostrare di essere determinati, di avere una propria linea e una propria dignità nazionale, in questa fase di impopolarità dell’Europa, assicura consensi.

 

Detto ciò, io non ho mai creduto alla politica muscolare o alla validità dello “sbattere i pugni sul tavolo”. Le cose si ottengono attraverso le mediazioni difficili, il rafforzamento della credibilità interna, la tessitura delle alleanze. D’altronde non abbiamo né i mezzi, né la forza, né la capacità di arrivare fino in fondo a una qualsiasi minaccia esistenziale. Piuttosto abbiamo le nostre debolezze strutturali, che conosciamo noi stessi come le conoscono anche gli altri. Certo, abbiamo pure fatto cose molto buone, e lo diciamo a ogni pie’ sospinto. Ma quello che serve è un lavoro molto più “a monte”; certi colpi andrebbero parati o meglio prevenuti per tempo. La mia esperienza personale mi fa pensare per esempio che alcune procedure di infrazione dell’Ue, anche le più clamorose, possono essere prevenute evitando che scoppino come una mina, il tutto in rapporto dialettico di spiegazione e interlocuzione con la Commissione. E’ più efficace che fare la voce grossa una volta che i buoi sono scappati.

 

Nonostante la congiuntura climatica che ora rende difficili gli attraversamenti dei migranti e nonostante l’apparente disattenzione dei media, l’immigrazione continuierà a essere l’emergenza dei prossimi mesi. Dobbiamo batterci per risposta più solidale a livello europeo; le misure approvate rimangono infatti ottime solo sulla carta ottime. Quanto al dossier banche, più delle quattro appena salvate, occorre ottenere per la bad bank una soluzione compatibile con il regime degli aiuti di stato. Per evitare che altri salvataggi dolorosi di banche pencolanti debbano essere realizzati tra pochi mesi. 

 

Ferdinando Nelli Feroci, Presidente Iai, già Rappresentante permanente d’Italia presso l’Ue

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