I “consumatori” hanno occupato radio e tv. Ecco un bestiario

Viaggio disincantato nelle associazioni che con la stessa sicumera snocciolano dati su obbligazioni bancarie e alberi di Natale
I “consumatori” hanno occupato radio e tv. Ecco un bestiario

Milano. Dominano la scena mediatica, sono esperti di tutto, vengono citati come fonti autorevoli con i loro numeri a caso, le statistiche strampalate e gli esposti alla magistratura per la qualunque. Sono le associazioni dei consumatori: maestri (di ogni scienza) e sempre più anche maestrini (pronti a catechizzare gli italiani, parlamentari o cittadini comuni che siano). In questi giorni di “emergenza smog” il Codacons ha dichiarato che le targhe alterne non bastano e “se nei prossimi giorni i livelli di inquinamenti nella capitale non torneranno accettabili, sarà costretto a presentare nuove denunce in procura”. Ed ecco che il giorno dopo “il Codacons deciso di presentare un ricorso al Consiglio di stato, chiedendo di nominare un commissario ad acta” per fare la guerra allo smog. Ma non basta fermare le auto, bisogna anche proibire i botti di Capodanno perché “provocano un pericoloso aumento delle polveri sottili – dice sempre il Codacons – e il primo dell’anno nelle città si supera il limite di legge fissato per il Pm10”.

 

Ma ciò in cui le associazioni dei consumatori eccellono è il lavoro certosino di rilevazione statistica, talmente efficiente da far sparare dati sui consumi natalizi persino in anticipo rispetto all’Istat, con tanto di giornali e telegiornali pronti a rilanciare: “A dispetto di quanto rilevato dalle primissime previsioni – scrive Federconsumatori - il consuntivo attuale registra, secondo le previsioni, una situazione pressoché immutata rispetto allo scorso anno: le spese per i regali di Natale sono scese dell’1,6 per cento”. Nel cortocircuito secondo cui a dispetto delle previsioni i consumi come previsto sono rimasti immutati ma scesi, le famiglie hanno speso “circa 3,09 miliardi di euro”. Il Codacons i numeri li aveva già pronti a Santo Stefano: “Dopo 8 anni i consumi degli italiani legati alle festività natalizie sono tornati a registrare segno positivo, con una crescita complessiva del 3 per cento rispetto allo scorso anno e un giro d’affari che ha raggiunto quota 10,1 miliardi di euro”. Vai a capire chi tra i due ha ragione. Nella diatriba s’inserisce la Coldiretti, con altri numeri: “Gli italiani hanno speso a tavola 2,2 miliardi di euro per i cibi e le bevande consumati tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale”. Inoltre la Coldiretti sa anche che “le famiglie italiane hanno scartato sotto l’albero regali per un valore di 5,6 miliardi” e che “quasi un italiano su cinque ricicla i regali indesiderati”.

 

L’associazione degli agricoltori è intervenuta anche sul rapporto tra alimentazione e climate change, sfoggiando tutta la sua expertise con la pubblicazione di una black list di cibi velenosi per Madre Terra e Babbo Natale: “Le ciliegie dal Cile, i mirtilli argentini e l’anguria dal Brasile inquinano il Natale e contribuiscono all'emissione di gas a effetto serra”. Autarchia a tavola e anche nell’acquisto dell’albero di Natale che purtroppo “negli ultimi dieci anni si è accorciato di quasi mezzo metro”: “L’albero naturale italiano concilia rispetto della tradizione e ambiente, a differenza di piante estere di bassa qualità”. Salvo poi esultare per i successi dell’export: “All’estero il Natale sarà Made in Italy, più 19 per cento spumanti, più 9 per cento panettoni, più 8 per cento vini italiani”. Km zero per noi e km diecimila per gli altri, tanto per Coldiretti il Made in Italy non inquina.

 

[**Video_box_2**]Raffica di numeri anche sui saldi. Per Adusbef e Federconsumatori “le famiglie che acquisteranno a saldo saranno 9 milioni e 100mila (il 38 per cento), per un giro d'affari di 1 miliardo e 680 milioni di euro, 179,4 euro a famiglia”, sono precisi al centesimo. Anche per il Codacons le famiglie spenderanno “attorno a 184 euro”, ma “approfitterà dei saldi quasi una famiglia su due”, appena dieci punti percentuali in più rispetto al quasi 40 per cento dei colleghi. Ma d’altronde il vero know-how di Adusbef e Federconsumatori è il settore bancario e finanziario, Elio Lannutti di Adusbef è pur sempre il principale sponsor del processo di Trani contro Standard & Poor’s: “Il declassamento del rating dell’Italia fu deciso per far cadere il governo Berlusconi e far arrivare il governo Monti, non legittimamente eletto”, ha detto nella deposizione. Sotto Natale Lannutti e Rosario Trefiletti di Federconsumatori hanno pronta anche una soluzione per i risparmiatori e gli investitori coinvolti nelle vicende del “Salva banche”: “Il governo, invece di continuare con l'esproprio criminale del risparmio a 130 mila famiglie, ammetta lo sbaglio risarcisca tutte le vittime, obbligazionisti subordinati e azionisti”. Altro che arbitrato, Todos caballeros.

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