Esiste un investimento sicuro? No. Ecco perché

Il vocabolario delle frottole che confonde investitore e risparmiatore, le informazioni che le banche danno ai propri clienti e quell'imbroglio culturale tutto italiano per cui tanto, alla fine, paga lo stato
Esiste un investimento sicuro? No. Ecco perché

Esiste un investimento sicuro? No che non esiste. Intervistato oggi dal Corriere della Sera, l’ex presidente di Banca Etruria Giuseppe Fornasari, ai vertici della banca dal 2009 al 2014, ha ricordato un dettaglio, riportato oggi anche dal Foglio, relativo alle informazioni offerte dagli sportellisti delle banche popolari finite in questi giorni nell’occhio del ciclone sul "pericolo" che l’investitore avrebbe corso sottoscrivendo un titolo ad alto rischio come l’obbligazione subordinata. Dice Fornasari: “Nessun incentivo o premio abbiamo mai promesso ai dipendenti per piazzare i bond. E a pagina 3 del prospetto informativo erano ben evidenziati i rischi”. Ecco, ma cosa dicevano a pagina 3 i prospetti informativi delle obbligazioni subordinate? Ne abbiamo preso uno.

 

"Opzioni definitive sul programma Banca Etruria Obbligazioni Sub Step-Up con scadenza il 30/10/2016. L’investimento nelle obbligazioni comporta i rischi propri di un investimento obbligazionario a tasso fisso… le obbligazioni sono strumenti finanziari che presentano profili di rischio/rendimento la cui valutazione richiede particolare competenza… è opportuno che gli investitori valutino attentamente se le obbligazioni costituiscono un investimento idoneo alla loro specifica situazione… il potenziale investitore dovrebbe considerare che l’investimento nelle obbligazioni è soggetto ai rischi di seguito elencati”. Qui il dettaglio.

 





 

Tutto chiaro. Il fatto che nessuno (giornalista collettivo compreso) accetti che un investimento possa comportare anche un fattore di rischio non deve sorprendere: l’Italia, in fondo, è un paese dominato da un grande imbroglio culturale, per cui l’investimento è sempre sicuro, tanto alla fine se si sbaglia c’è sempre qualcuno che paga, ovvero lo stato.

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