Un eurosussulto sugli Ogm

Toh, il Parlamento Ue blocca le scelte pilatesche della Commissione
Un eurosussulto sugli Ogm
Tutti presi a commentare lo “strano ma vero” dell’autorizzazione del Parlamento europeo ai nuovi alimenti tipo insetti, nanomateriali, miceti e larve – da qui il profluvio di immagini di tartine alle cavallette – i telegiornali hanno trascurato la vera notizia del voto di mercoledì a Strasburgo. E cioè la bocciatura con 509 no, 106 sì e 5 astensioni dei limiti e veti posti dalla Commissione di Bruxelles e dai governi all’importazione, coltivazione e utilizzo degli Ogm (Organismi geneticamente modificati). Il compromesso raggiunto nei mesi scorsi tra l’esecutivo comunitario e le capitali, a loro volta timorose delle élite politicamente e mediaticamente attrezzate del chilometro zero, prevedeva che ogni paese potesse vietare anche senza motivazione scientifica gli organismi geneticamente modificati: una scelta che avrebbe penalizzato ulteriormente tanto l’agricoltura quanto la ricerca. Già oggi l’Europa autorizza un solo Ogm autoctono, del mais, coltivato in Spagna, Portogallo, Repubblica ceca, Romania e Slovacchia, mentre 58 possono essere importati prevalentemente da Stati Uniti, America latina, Canada e Cina, e altrettanti sono in lista d’attesa. “Si sarebbero bloccate sia le importazioni sia la produzione agricola, di fatto paralizzandola”, ha detto il presidente della Commissione Ambiente dell’Europarlamento, Giovanni La Via del Ppe. Ora aspettiamoci le crociate di Greenpeace, le inchieste sulle lobby, le intemerate di Carlin Petrini e Vandana Shiva. Vedremo se i governi sceglieranno la libertà di commercio e la scienza – ovvero ciò che ha quasi debellato la fame nel mondo – oppure si piegheranno di nuovo al politicamente corretto.

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