Meno contante = più debolezza finanziaria

Aumentare la soglia d’uso di monete e banconote incentiva il sommerso o no? Girotondo di opinioni sul casus belli che sta destabilizzando l’Agenzia delle entrate

Non è vero che le misure di aumento dell’uso del contante indeboliscano la lotta all’evasione e che ci sia un contrasto intrinseco fra strumenti efficaci per il contrasto ai reati economici e fiscali ed esigenze del mercato. Il mercato efficiente e trasparente di concorrenza in una società libera ha bisogno di legge e ordine. Le misure che vi provvedono in conformità al mercato rafforzano la collaborazione reciproca; si instaura un gioco cooperativo anziché antagonistico. Non è vero che se l’uso del contante è a mille euro, vi è meno corruzione, economia sommersa, criminalità organizzata e riciclaggio, che quando la soglia è a 3 mila o più.

 

L’alternarsi di soglie basse e alte nel tempo e fra stati con la stessa moneta non si spiega necessariamente con la diversa propensione dei governi alla lotta alla criminalità. Quando la soglia è bassa, il contante circola più lentamente che quando è elevata, perché chi lo riceve, tende a trattenerlo, per gli scambi liquidi, anziché portarlo in banca. Se le banche hanno più depositi, fanno più erogazioni, sulla base del moltiplicatore bancario. Sicché le basse soglie frenano la circolazione monetaria. Spesso vengono adottate per tamponare crisi finanziarie. Basse soglie indicano debolezza finanziaria e scarsa fiducia nella solvibilità dello stato e delle banche. L’elevamento delle soglie segnala la buona salute finanziaria. Le basse soglie comportano anche un elevato flusso in nero, fuori dal circuito bancario e con moneta virtuale e all’estero. Così il controllo del fisco e dell’anti riciclaggio e il contrasto a corruzione e terrorismo scemano.

 

La legge sul riciclaggio fa obbligo agli intermediari finanziari di segnalare all’autorità di controllo i prelievi anomali e consente di controllare statisticamente dove, con quali frequenze e date, essi hanno luogo, da parte di chi. Le tecnologie informatiche e i modelli econometrici consentono di operare con più efficacia, che il metodo primitivo della soglia bassa. Così s’ accresce la certezza delle pene, che, in base al teorema del Beccaria, vale di più come deterrente della durezza delle sanzioni: 10 anni di carcere e 10 mila euro di pena pecuniaria con il 5 per cento di probabilità di essere scoperti equivalgono a 6 mesi e 500 euro di sanzione. Come dimostrano anche studi recenti econometrici e di economia sperimentale, laddove lo stato è percepito in rapporto equo e leale col cittadino, gli adempimenti sono maggiori che laddove lo stato è percepito come vessatorio.   

 

Francesco Forte, già ministro delle Finanze e professore emerito dell’Università La Sapienza di Roma

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