L’“hospitality divide” tra Roma e Milano spiegato da Airbnb

Intervista a Matteo Stifanelli, 29 anni, country manager della piattaforma per alloggi turistici. L’Expo e l’eccezione lombarda. Con le strutture alberghiere tradizionali sature, il portale ha garantito il raddoppio della capacità. La manifestazione finisce il 31 ottobre: ecco qualche numero
L’“hospitality divide” tra Roma e Milano spiegato da Airbnb

Roma. A differenza degli altri top manager invitati all’ottava edizione del convegno “Digitale X la crescita”, organizzato l’8 e 9 ottobre scorsi a Capri da EY, una società di consulenza, Matteo Stifanelli non ha alloggiato in un grand hotel. “Perché dovrei? Ho preso una bellissima casa vista mare. E poi non potrei… sono aziendalista”, dice al Foglio sorridendo.

 

Stifanelli, classe 1986, è country manager per l’Italia di Airbnb, piattaforma online che mette in contatto i viaggiatori con persone che mettono a disposizione i loro spazi abitativi. Si affitta una stanza, un appartamento o magari un castello per brevi periodi. Chi affitta riceve un giudizio dall’ospite, e l’ospite dà un giudizio all’host. Così i cattivi utenti, in entrambi i sensi, vengono messi a margine dal sistema con un processo simile alla selezione naturale. Stifanelli ha un originale cursus honorum: con una laurea triennale in Lettere alla Sapienza ha schivato la disoccupazione, cui i rimbrotti materni l’avevano già condannato, con laboriosa astuzia. Salentino di Galatina (Lecce) dopo la laurea ha fatto una breve escursione in Danimarca per imparare restauro cinematografico. Nel 2009 intuisce le potenzialità della sharing economy e si appassiona all’informatica e all’applicazione nata in California due anni prima, mentre cominciava a diffondersi a Roma dove la domanda turistica è la più alta d’Italia. Stifanelli organizza eventi pubblici con altri appassionati di Airbnb nella capitale (ne raduna più di cinquanta) e in autonomia crea un blog per spiegare funzionamento, potenzialità e “trucchi” di Airbnb ai neofiti italiani (all’epoca non esisteva un portale in lingua). Informa dei suoi solitari progressi i fondatori Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk mandando e-mail periodiche al quartier generale di San Francisco.

 

“Confesso che devo essere sembrato una specie di stalker. Ma mi sono fatto conoscere e, dopo una decina di colloqui, telefonici e di persona, mi hanno scelto tra una ventina di altri aspiranti manager per il ruolo di team leader”.

 

Nel 2011 viene inviato a Berlino, dirige uno dei primi uffici europei. Dal 2012, viene scelto per dirigere i quindici dipendenti della divisione italiana a Milano in qualità di country manager. Da allora l’Italia è il terzo paese al mondo per offerta di spazi Airbnb a disposizione (189 mila) dopo Stati Uniti e Francia. “A Milano siamo interlocutori del comune che ha deciso di orientarsi sulle innovazioni della sharing economy per mobilità e turismo”. Da settembre la Lombardia è la prima regione ad avere una legislazione sull’home sharing. Le nuove regole dicono che chi condivide temporaneamente la propria abitazione non è più classificato come professionista con obbligo di partita Iva ma rientra nelle “case vacanze non professionali”.

 

[**Video_box_2**]Rimangono saldi alcuni ovvi obblighi di igiene, sicurezza, abitabilità, fasce di prezzo ma la legislazione lombarda è di avanguardia. La presenza di Airbnb a Milano non è dis secondaria importanza: Airbnb facilita all’host il pagamento della tassa di soggiorno, consiglia percorsi veloci con i mezzo urbani ai turisti, e poi senza una diffusione capillare probabilmente la città non avrebbe retto così facilmente l’impatto dell’afflusso turistico per l’Expo 2015. Con le strutture alberghiere tradizionali sature, Airbnb ha garantito il raddoppio della capacità. L’Expo finisce il 31 ottobre e Stifanelli dà qualche numero: “Le prenotazioni durante l’Expo sono quasi quadruplicate, 239 per cento in un anno. Gli spazi a disposizione sono cresciuti del 108 per cento, 13 mila alloggi tra il 2014-’15. Hanno alloggiato in Lombardia 400 mila viaggiatori, in crescita del 200 per cento”. E a Roma come vi siete trovati alla vigilia del Giubileo della misericordia? “In un anno sono cambiati tre assessori con delega al Turismo. Abbiamo passato molto tempo a inviare lettere e a incontrarli almeno una volta, ci sarebbe piaciuto arrivare a un secondo colloquio. Finora non c’è stato modo”. (a.bram.)

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