Lasciate crescere Bitcoin

Deloitte dice ai regolatori di non avvilire un’invenzione giovane
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La valuta virtuale Bitcoin sta ricevendo sempre più attenzione da parte dei regolatori globali. Centinaia di organismi negli Stati Uniti e nel mondo hanno prodotto bozze di regolamentazione e annunciato piani di rigorose valutazioni. In Europa, dopo la Bce e il Regno Unito, se ne è appena occupata anche la Corte di giustizia europea. “E’ come se ogni organismo regolatore del mondo si stia chiedendo: ‘Che ruolo dobbiamo avere nel controllare questa cosa?’”, ha commentato in un recente report (“Bitcoin at the crossroads”) Jon Watts, direttore dell’Enterprise Risk Services di Deloitte.

 

Per la società di consulenza, la corsa dei regolatori non sarebbe giustificata dall’attuale diffusione e dall’impatto di mercato. Anzi rischia di essere controproducente. Innanzitutto perché il valore di rischio del Bitcoin, inteso come valuta virtuale, è nullo rispetto a quello della moneta centralizzata (meno di 4 miliardi di dollari contro gli 1,36 trilioni di valuta fisica circolante). E’ poi suggestivo, nel discorso di Deloitte, il fatto che Bitcoin sia una tecnologia di recente invenzione che quindi richiede tempo per sviluppare le sue potenzialità. Ad esempio il telefono, inventato nel 1876 è stato regolato 37 anni dopo, gli aerei (1903-1938: 35 anni), la radio (1907-1927: 20), i telefoni cellulari (1965-1989: 24). Per non parlare di Internet, nato nel 1969 e oggi sotto pressione dei regolatori a distanza di circa 46 anni. Infine gli “usi più importanti del Bitcoin potrebbero non essere ancora stati inventati”. La “blockchain” di Bitcoin (registro pubblico e condiviso che valida le transazioni bilaterali) promette di essere rivoluzionaria per i servizi di certificazione nel pubblico e nel privato.

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