La Camera approva il ddl Concorrenza

Con 269 "sì" e 168 "no" (23 astenuti) la Camera approva il testo che andrà al Senato. Scelta civica, partito che appoggia la maggioranza di governo, si astiene perché il provvedimento non è coraggioso come avrebbe potuto essere.
La Camera approva il ddl Concorrenza

Roma. La Camera dei deputati ha approvato questa mattina il disegno di legge sulla concorrenza che passerà al Senato. Il disegno di legge è stato approvato con 269 "sì" e 168 "no" (23 astenuti) e ha la funzione di introdurre nell'ordinamento meccanismi di stimolo alla concorrenza per favorire il consumatore, almeno nello spirito delle indicazioni Antitrust con segnalazioni ai fini della legge annuale sulla concorrenza che il governo Renzi si era impegnato a recepire come indicato nel Documento di economia e finanza dello scorso anno.

 

Le indicazioni dell'Autorità deputata a garantire la concorrenza componevano un vasto programma, dai trasporti al settore farmaceutico, dai servizi postali alla sanità. Al governo e, poi, al Parlamento il compito di identificare le priorità in sede legislativa. Alcune indicazioni sono state recepite con altri provvedimenti (vedi la trasformazione in spa delle banche popolari), altre sono state depotenziate durante le modifiche introdotte dalla Camera. Il testo interviene su un ampio ventaglio di settori, dalle professioni all’energia, fino alla Rc Auto. Ma secondo Scelta civica, partito che sostiene la maggioranza di governo, il provvedimento poteva essere più incisivo e questo ha motivato l'astensione dal voto del partito fondato da Mario Monti, ex premier tecnico. 

 

"Non sono stati fatti interventi che potevano essere fatti, penso a quello sui farmaci di fascia C", ha detto Andrea Mazziotti di Celso riferendosi alla mancata liberalizzazione della vendita nelle parafarmacie di questo tipo di farmaci, di fascia C, nella quale coabitano prodotti da banco, come gli antidolorifici, ed altri che richiedono la ricetta, come gli ansiolitici. Secondo Mazziotti, riporta l'agenzia Radiocor, "si poteva fare di piu'" in molti altri campi di intervento del provvedimento. In particolare Mazziotti paventa "aumenti delle tariffe" dalle misure sulla Rc auto. "Si e' scelto molte volte – ha aggiunto – di cedere a posizioni di blocco" dell'economia. 

 

Il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, alla guida del dicastero che ha collaborato con il Parlamento nell'indicare i campi di intervento, in sintonia con le indicazioni Antistrust, dice che il testo potrà essere "arricchito" dal Senato.

 

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi