Libero scambio sia. Aspettando l’Europa

Obama e l’accordo di libero scambio con l’Asia. Lezioni per il Ttip
Libero scambio sia. Aspettando l’Europa

Washington ieri ha siglato l’intesa per l’accordo di libero scambio con i paesi che si affacciano sull’oceano Pacifico, la Trans-Pacific Partnership che coinvolge Australia, Canada e altri 9 paesi asiatici. Una mega intesa di nuova generazione, che rende omogenei migliaia di standard e regole, oltre ad abbassare dazi e tariffe su un flusso che investe due quinti dell’economia globale. All’inizio del 2016 il Congresso si dovrà pronunciare con un “sì” o con un “no”, ma intanto le lezioni per l’Europa non mancano.

 

L’Amministrazione americana ha voluto con forza questo accordo per ragioni geopolitiche (taglia fuori la Cina) ed economiche. Su queste ultime, i leader dei 12 paesi coinvolti hanno dovuto confrontare opposizioni domestiche di singoli settori, sedate infine nel nome dell’interesse generale di consumatori e imprese. L’Europa dovrebbe prendere esempio, accelerando sul Ttip, l’accordo simile in corso di negoziazione da tempo con gli Stati Uniti.

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