Così Borsa Italiana ammicca ai fondi sovrani in visita a Milano

I 32 fondi sovrani del Forum of sovereign wealth fund arrivano a Expo. Al Foglio parlano Bono (Fincantieri) e Norsa (Salvatore Ferragamo).
Così Borsa Italiana ammicca ai fondi sovrani in visita a Milano

Raffaele Jerusalmi, ad di Borsa Italiana (Lapresse)

Milano. "Ci sono un sacco di opportunità, è un fantastico strumento di scouting, anche per investire nelle società prima dell'Ipo (l'offerta pubblica per lo sbarco in Borsa)". Il ceo di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi, non si è lasciato sfuggire l'occasione dell'International Forum of sovereign wealth fund (Ifswf), il meeting annuale dei maggiori fondi sovrani mondiali, per presentare ai ricconi mondiali il progetto Elite, l'iniziativa di Borsa Italiana per sostenere  la crescita delle Pmi italiane e l'avvicinamento culturale ai mercati finanziari.

 

Diretto il "corteggiamento" di Jerusalmi: "Questo (il progetto Elite, ndr) è qualcosa che dovete vedere come una grande opportunità, sentitevi liberi di contattarmi – ha detto scorrendo le slide con cifre e descrizioni del programma Elite – Vogliamo fornire una fonte di finanziamento per le Pmi che possa diventare stabile e costruire un network di investitori di lungo periodo".

 

D'altra parte un'occasione così non capita spesso: il Forum si è svolto per la prima volta in Italia e ha raccolto i capi degli investimenti dei fondi sovrani in una tre giorni di convegni e networking terminata oggi all'Expo con un appuntamento dedicato esclusivamente all'Italia (seguito, ovviamente, da pranzo da Eataly). Da Bader M Al Saad, amministratore delegato del fondo del Kuwait, a Mohammed Saif Al Sowaidi, a capo dei fondi di private equity del fondo del Qatar, da Li Keping, vice-presidente del cinese Cic a Espen Erlandsen, direttore generale dell'asset management del fondo norvegese, il più grande fondo sovrano del mondo.

 

"L'interesse è molto concreto, l'Italia è in una fase positiva", ha commentato al Foglio a margine della sessione di networking in Expo Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri. "I fondi sovrani ieri a cena sono rimasti molto colpiti dalla Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale – ha raccontato al Foglio Michele Norsa, amministratore delegato di Salvatore Ferragamo – Il valore aggiunto è far vedere il Paese non attraverso i numeri ma attraverso la realtà".

 

[**Video_box_2**]Insieme, tutti i 32 fondi sovrani appartenuti all'associazione Ifswf, valgono oltre 4mila miliardi di dollari. Risorse che già da tempo preso la strada anche dell'Italia, con un debole per le società quotate, per gli immobili di pregio e gli hotel di lusso. Ma ora, da investitori di lungo periodo senza ambizioni di controllo, i fondi sovrani potrebbero essere l'interlocutore perfetto per sostenere anche le Pmi eccellenti italiane che devono effettuare la transizione da un sistema di finanziamento bancocentrico a uno basato sui capitali.

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