Il caso Volkswagen dimostra i limiti industriali della dottrina Landini

La simpatia a sinistra per il modello renano della Mitbestimmung, la cogestione tedesca, di cui la Volkswagen è il simbolo storico, era comprensibile per noi vecchi socialdemocratici qualche decennio fa. Quando ci opponevano la superiorità del soviet o dei consigli di fabbrica. Ma ora?
Il caso Volkswagen dimostra i limiti industriali della dottrina Landini

Il ceo di Volkswagen Martin Winterkorn ha dato ieri le dimissioni (foto LaPresse)

Al direttore - Ai nostri “sinistri sinistri”, è noto, della Germania piace tutto, tranne la Merkel. I tedeschi sostituiscono il nucleare col carbone ma per Verdi e antagonisti sono il modello ambientale. Fa niente. Per il nostro Landini, non privo di ascolti nella stravagante sinistra culturale e politica italiana, una sorta di “colpo di mano” tra lo stato e la Volkswagen avrebbe dovuto fermare la presunta fuga dall’Italia (dove invece investe e assume) dell’infido Marchionne. La simpatia a sinistra per il modello renano della Mitbestimmung, la cogestione tedesca, di cui la Volkswagen è il simbolo storico, era comprensibile per noi vecchi socialdemocratici qualche decennio fa. Quando ci opponevano la superiorità del soviet o dei consigli di fabbrica. Ma ora? Il signor Winterkorn, l’ad dell’“auto del popolo” e, forse, autore con la truffa del software del più micidiale danno economico della storia dell’auto, è il monumento dei guasti del modello cogestivo nell’epoca del “mercato mondiale”.

 

Egli è stato scelto come amministratore e capo della Volkswagen, poche settimane fa, dall’accordo tra gli azionisti di minoranza, lo stato attraverso il premier del land della Bassa Sassonia e i delegati sindacali, contro la volontà (e i soldi) dell’azionista privato di maggioranza. Che lo accusava, col senno di poi giustamente, di non saper vendere al meglio sui mercati internazionali. Mi appello al buon senso del mio amico senatore Mucchetti, fiero fustigatore della Fiat: simpatizzate pure per la Volkswagen ma risparmiateci l’incubo, per favore, di immaginare che a sostituire l’ottimo Marchionne sarà un giorno un tizio scelto da Maurizio Landini ed Erri De Luca. E auguriamoci, piuttosto, che la signora Merkel oltre a riparare il danno del software, trovi il tempo di riparare anche gli arcaismi antiliberali della Mitbestimmung.

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