La Cina scuote i mercati e svaluta lo yuan dopo 20 anni

Esportazioni in calo e apprezzamento del dollaro. Pechino inaugura una guerra valutaria. E le Borse precipitano
La Cina scuote i mercati e svaluta lo yuan dopo 20 anni

foto LaPresse

Dopo oltre vent'anni la Cina ha deciso di svalutare lo yuan con una mossa che potrebbe avere effetti nei mercati asiatici e non solo. La Banca centrale guidata dal governatore Zhou Xiaochuan ha tagliato il tasso d'interesse all'1,9 per cento, portandolo ai livelli del 21 aprile 1993. Il taglio deciso dalla Banca cinese rafforza la tendenza dei mercati a voler sostenere gli esportatori e potenziare il ruolo del market pricing, ovvero di quel prezzo accordato in un dato momento tra chi acquista e chi vende nel mercato globale. Non a caso la decisione dell’Istituto centrale cinese è stata presa dopo la pubblicazione, nel fine settimana, dei dati sulle esportazioni che a luglio sono calate dell’8,3 per cento su base annua.

 

Visto il collasso e l'instabilità dei mercati finanziari cinesi, la Banca centrale di Pechino deve avere agito ritenendo che mantenere stabile il cambio non era più suo interesse. Con il dollaro in apprezzamento, l'euro e lo yen svalutati alcuni analisti ritengono che la Cina sia entrata senza troppi complimenti nella guerra valutaria costringendo le altre Banche centrali a indebolire le rispettive valute per mantenere competitive le rispettive economie.


[**Video_box_2**]Le piazze dell'Asia-Pacifico, però, hanno reagito negativamente: il Nikkei giapponese cede lo 0,42 per cento, la Borsa di Sydney perde lo 0,65 per cento. In deciso calo anche Singapore (meno 1,01 per cento) e Taiwan (meno 0,86 per cento) e a Bombay la Borsa indiana perde lo 0,45 per cento. La decisione di Pechino trascina in rosso anche le piazze europee che chiudono tutte con il segno meno, tranne Atene. Giù i titoli industriali e quelli dell'auto per il timore di una contrazione economica in Cina, che penalizza anche i titoli del lusso. Il listino peggiore è Francoforte che arretra del 2,68 per cento a 11.293,65 punti, anche a causa della discesa a sorpresa dell'indice Zew in Germania. Londra cede l'1,06 per cento a 6.664,54 punti. A Milano l'indice Ftse Mib perde l'1,12 per cento a 23.698,49 punti e Parigi cala dell'1,86 a 5.099,03 punti. Giù dell'1,32 per cento Madrid. Bene Atene che festeggia l'accordo tecnico raggiunto tra la Grecia e in creditori, avanzando del 2,14 per cento.

 

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