Il peso contraddittorio dei dati statistici

L'allentamento del credito è insufficiente per dire che siamo fuori dal tunnel. Ma non giustifica la tifoseria dei gufi.
Il peso contraddittorio dei dati statistici

La sede di Bankitalia a Roma (foto LaPresse)

Aumentano i depositi e diminuiscono i prestiti. Secondo i nuovi dati diffusi da Bankitalia, gli italiani certificano una scarsa fiducia nella ripresa economica a dimostrazione che il paese non è ancora uscito dal tunnel. Eppure, i dati ballerini dell'estate non giustificano i gufi, come dimostra il seppur lieve aumento registrato sui prestiti alle famiglie (più 0,1 per cento).

 

La contrazione dei prestiti, dice Bankitalia, riguarda sia le famiglie sia le imprese. Quelli al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, hanno registrato una diminuzione su base annua dell'1 per cento (meno1,2 per cento a maggio). I prestiti alle famiglie sono invece aumentati dello 0,1 per cento sui dodici mesi (nel mese precedente si erano contratti dello 0,1 per cento); quelli alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre su base annua, dell'1,6 per cento (meno 1,9 per cento a maggio).

 

Il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze è risultato pari al 14,7 per cento, stabile rispetto a maggio. Mario Sechi ha scritto oggi su "List" della zavorra che le banche italiane si portano dietro (secondo un recente studio di Oxford Economics) data dal peso crescente dei crediti deteriorati, quelli di difficile riscossione. Una soluzione, rivela lo studio, è quella di creare una bad bank che assorba gli asset bancari deteriorati.

 

A giugno, continua Bankitalia,  il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del settore privato è stato pari al 3,8 per cento (3,7 per cento a maggio), mentre la raccolta obbligazionaria, includendo le obbligazioni detenute dal sistema bancario, è diminuita del 18,3 per cento su base annua (meno 18,1 per cento nel mese precedente).

 

[**Video_box_2**]Altri dati che segnano un passo indietro per l'economia italiana sono quelli sui tassi di interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, pari al 3,01 per cento (2,91 nel mese precedente); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono stati pari all'8,13 per cento (8,40 per cento a maggio). I tassi d'interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al 2,88 per cento (3 per cento nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all'1,69 per cento (1,61 per cento a maggio).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi