Ritratto di Costanzo, costruttore fiducioso nei giovani del sud

“Basta piangersi addosso e proiettare analisi o stime poco attendibili: il sud ha le potenzialità di ripartire soprattutto grazie ai giovani, alle loro idee", intervista a Mimmo Costanzo, costruttore catanese, presidente del gruppo Cogip. 
Ritratto di Costanzo, costruttore fiducioso nei giovani del sud

Panorama di Catania

Roma. “Basta piangersi addosso e proiettare analisi o stime poco attendibili: il sud ha le potenzialità di ripartire soprattutto grazie ai giovani, alle loro idee – che troppo spesso restano nei cassetti perché non vengono valorizzate. Creare imprese nuove, e meglio se innovative, equivale a una scelta strategica”. Mimmo Costanzo (nella foto) è nato a Catania 53 anni fa, è presidente e fondatore del gruppo Cogip, ossia l’evoluzione dell’azienda di famiglia – la sigla è l’acronimo di Costanzo Giuseppe e Peppina, dal nome dei suoi genitori – che da tre generazioni è attiva nei servizi energetici. L’azienda, nel 1994, si è allargata al settore della costruzione di infrastrutture stradali e Costanzo ha fondato Tecnis con il socio storico Concetto Bosco. Il nuovo gruppo conta 1.000 dipendenti, età media under 40, e riporta un fatturato consolidato di 300 milioni di euro.

 

Quand’era già un manager autonomo, e con una laurea in Economia e commercio in tasca, ha deciso di tornare a studiare. Nel 2013 ha frequentato un corso in Management & business administration dell’Università Bocconi con trasferte a Los Angeles, Copenaghen, Shanghai. Poi, una parentesi ad Harvard per un corso dedicato agli imprenditori. Costanzo racconta di avere avuto contezza in quel contesto, per la prima volta, dell’approccio americano allo sviluppo di un progetto imprenditoriale. “Bastano cinque minuti di tempo, il cosiddetto ‘elevator pitch’, una finestra dedicata da gestori di fondi, private equity o venture capital, a molti giovani, magari poco più che ventenni, per esporre le loro idee che sarà poi nell’interesse degli investitori istituzionali fare fruttare se sono valide. Mi chiedo: in Italia si è mai vista un’opportunità del genere? Direi di no. Le banche non lo fanno, non ci sono sufficienti investitori istituzionali. E quindi quante idee valide vanno perse e quanta ricchezza potenziale va sprecata? E’ anche un po’ per la paura, molto europea, di affrontare un fallimento. Ma è così che nascono realtà importanti, come ad esempio Uber o Airbnb, che certo non hanno avuto un successo immediato ma sono passate attraverso molti fallimenti e tentativi vani”.

 

Dopo l’esperienza ad Harvard, Costanzo, insieme ad altri manager in collaborazione con il think tank European House-Ambrosetti, ha ideato il progetto “Power2Innovate”: un concorso dedicato a giovani aspiranti imprenditori o gruppi con meno di 35 anni e residenti prevalentemente nelle zone meno abbienti del sud che hanno idee da sviluppare negli ambiti energia, agroalimentare e information technology. Le migliori nove saranno esposte davanti al board dei consiglieri di “Power2Innovate” e a una platea di potenziali investitori istituzionali il prossimo novembre. I tre vincitori avranno 10.000 euro in premio, ma più di questo avranno la possibilità di usare gli uffici, la consulenza legale, i contatti con i direttori di banca o con i fondi d’investimento degli imprenditori aderenti al progetto; insomma gli strumenti necessari per cominciare a camminare sulle loro gambe. “Al sud abbiamo tantissimi ragazzi che hanno voglia di fare, che studiano, si impegnano, hanno le capacità. Ma quante persone non riescono a mettersi in contatto con chi eroga credito, ad esempio. Noi diamo sostegno pratico, immediato, e chissà che anche le idee rimaste fuori dalla graduatoria finale non vengano poi comunque finanziate da noi o da altri imprenditori”.

 

[**Video_box_2**]Costanzo crede nello stato minimo ed è realista con ottimismo verso il sud. Non nega le evidenti difficoltà competitive storiche e contemporanee del meridione – “gli ultimi cinque anni sono stati durissimi, c’è un divario produttivo in costante ampliamento rispetto al nord” – tuttavia afferma che proprio per questo motivo “bisogna fare in fretta: il Fondo monetario stima che serviranno 20 anni prima di tornare ai livelli occupazionali precrisi – la disoccupazione giovanile è al nuovo record del 44,2 per cento – ma si deve recuperare molto più in fretta, è una maratona da vincere”, dice usando una metafora sportiva, lui che di podismo è appassionato (ha concluso le maratone di New York, Londra, Chicago, Berlino, Roma). Costanzo ha consegnato in tempo il tratto di sua competenza della disgraziata autostrada Salerno-Reggio Calabria e ha risposto alle minacce della criminalità organizzata esponendosi con denunce alla magistratura.

 

Resta però un dubbio di fondo che a un catanese formuliamo in slang palermitano: non pensa, Costanzo, che pure alcuni giovani sono un po’ “abbuttati”, cioè frustrati, con poca voglia di provarci? “Sì, e non solo. Molte volte pensano a laurearsi con lode ma è più importante laurearsi in tempo perché il mondo evolve a velocità impressionante: bisogna entrare nel mercato presto e non necessariamente seguendo le aspirazioni dei genitori, ma le proprie. E’ nostro dovere spingere i nostri figli (Costanzo è sposato con due figli di 17 e 20 anni) a ragionare secondo le proprie aspirazioni, quindi di continuare a provarci. Insomma a essere imprenditori”, conclude.
 

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