La retrograda alleanza anti Fornero

La triplice sindacale Cgil, Cisl e Uil è unita solo per disfare la riforma più radicale
La retrograda alleanza anti Fornero

foto LaPresse

La triplice sindacale non è d’accordo su nulla, salvo sulla posizione ideologica per cui è necessario “cambiare” l’azione di politica economica più rilevante degli ultimi venti anni, ossia la riforma Fornero. I segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil lunedì si sono ritrovati nella stessa stanza rompendo un gelo diplomatico lungo tre anni e mezzo ma non hanno deliberato su materie di loro competenza. Forse preferiscono lasciare che sia il governo a inserire nella legge di stabilità nuovi modelli di contrattazione, nuove regole della rappresentanza e partecipazione dei lavoratori all’impresa.

 

Così poi sarà semplice tornare a cantare la vecchia hit della demagogia sindacale – “la democrazia è in pericolo!” – buona ogni qualvolta l’esecutivo fa lo sgarbo di decidere. La reunion indetta per ritrovare l’unità sindacale ha insomma riunito ben poco. Sarà perché la “saletta unitaria” non era di buon auspicio; è dedicata allo “scismatico” Arturo Chiari che fondò la Uilm rompendo con la Fiom che l’aveva allevato. Sarà perché le posizioni divergono nel merito sull’apertura di un confronto con la Confindustria circa la necessità di spostare il baricentro sulla contrattazione di secondo livello; che è minoritaria rispetto a quella centralizzata. Oppure perché è abitudine continuare a guardare nello specchietto retrovisore e allestire la tradizionale battaglia d’autunno, ricorrenza sacra.

 

[**Video_box_2**]Parlano di macrotemi (no all’austerità, rilancio di investimenti) e s’aggrappano alla proposta di riforma pensionistica avanzata dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, per chiedere udienza al governo e discutere delle uscite flessibili. E non c’è niente di più gustoso in quell’idea, dal punto di vista di Camusso & Co., del replicare i prepensionamenti di massa in un paese che invece ha ormai digerito le nuove regole della riforma Fornero che sono poi coincidenti con quelle pretese dalla Troika in Grecia; vedi l’aumento dell’età pensionabile e l’introduzione del principio per cui la vita lavorativa non finisce col limite della baby pensione. Camusso si conferma una grande diva del film muto. Fornero una grande diva a colori che – sentenza della Consulta a parte – fa risparmiare decine di miliardi all’Italia.

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