Trovato l'accordo sulla Grecia, ora tocca ad Atene

Grexit scongiurata: accordo per il terzo piano di aiuti da 86 miliardi in tre anni.
Trovato l'accordo sulla Grecia, ora tocca ad Atene

La conferenza stampa dei vertici Ue dopo l'accordo sulla crisi greca: Jean-Claude Juncker, Donald Tusk e Joroen Dijsselbloem (foto LaPresse)

Il rischio Grexit sembra scongiurato, i capi di stato e di governo dell'Eurozona hanno raggiunto l'accordo con la Grecia per il terzo piano di aiuti: 86 miliardi di euro nel giro di tre anni in cambio di riforme strutturali che permettano la modernizzazione del paese e la restaurazione del debito pubblico. "L'Eurosummit ha raggiunto un accordo all'unanimità. Tutto pronto per portare al Meccanismo europeo di stabilità il programma per la Grecia con riforme serie e aiuti finanziari", ha twittato il presidente del consiglio europeo Donald Tusk.

 

 

"Abbiamo vinto sull'alleggerimento del debito e sul finanziamento a medio termine", ha commentato il premier greco Alexis Tsipras aggiungendo che l'accordo raggiunto all'Eurosummit permette alla Grecia di tornare a condizioni di stabilità finanziaria. Le misure di austerità previste dall'accordo, ha detto ancora Tsipras,  "saranno compensate" dal piano per la crescita al quale contribuirà la Commissione europea.

 

Ora starà ad Atene mantenere i patti e varare le prime riforme già questa settimana: toccherà dunque a Tsipras ottenere il via libera dal parlamento greco per questo terzo programma di salvataggio. "Domani e mercoledì il Parlamento greco dovrà legiferare" sui vari aspetti concordati oggi, "se tutto va bene entro la fine della settimana può essere deciso il mandato per negoziare il sostegno dell'Esm (il fondo salva-Stati,ndr)", ha spiegato il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, dopo il vertice.

 

"Siamo pronti a prendere misure supplementari di garanzia, per prolungare le scadenze del debito, se necessario a patto che l'attuazione del programma sia positiva", ha dichiarato Angela Merkel sottolineando però come non ci sarà un taglio del debito greco: "Ci aspettiamo che il Parlamento di Atene approvi tutte le condizioni", anche perché "non esiste un piano B".

 

Nel dettaglio, l'accordo prevede che entro il 15 luglio venga approvata la riforma dell'Iva e delle pensioni, oltre all'indipendenza dell'istituto di statistica Elstat, prevede inoltre un fondo di garanzia da 50 miliardi e il coinvolgimento del Fondo monetario internazionale a partire dal marzo 2016. La Grecia potrà contare su un prestito ponte da 7 miliardi entro il 20 luglio e da altri 5 entro metà agosto ma dovranno essere trasferiti asset per un totale di 50 miliardi a un fondo indipendente che monetizzerà tali asset attraverso le privatizzazioni: tale monetizzazione sarà una fonte del rimborso programmato del nuovo prestito dell'Esm. Il fondo, come richiesto da Atene, sarà basato in Grecia e gestito dalle autorità greche con la supervisione delle istituzioni.

 

[**Video_box_2**]Matteo Renzi definisce "fantapolitica" "l'idea che Merkel, Schauble o Gabriel abbiano nella notte tramato per chissà cosa appartiene alla solita fantapolitica". Insomma, afferma il premier, nessuna strategia per affossare il governo Tsipras. "La Germania ha un approccio diverso dal nostro - riconosce il presidente del Consiglio nel corso della conferenza stampa al termine dell'Eurosummit sulla Grecia - un atteggiamento che rispetto, perché è rappresentata da un governo democraticamente eletto ed è un paese solido e con numeri importanti". Di più: "Tutte le volte che vedo la Germania, penso che se avessimo fatto noi le riforme quando andavano fatte oggi sarebbe tutto un altro film", sottolinea ancora il premier. E' allora, sbagliato parlare di un paese solo alla guida dell'Ue perché "al contrario, c'è stata una discussione vera, anche molto accesa".

 

I mercati hanno reagito positivamente all'accordo: tutte le borse sono in salita e lo spread si è attestato a quota 121,5. A guidare i listini sono in particolare i titoli bancari, come Societé Generale, Credit Agricole e Unicredit. La migliore resta la piazza parigina, che sale dell'1,77 per cento, seguita da Francoforte che avanza dell'1,22 per cento. A Londra l'indice Ftse guadagna lo 0,62 per cento e a Milano l'indice Ftse Mib avanza dell'1,16 per cento.

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