La colonna sonora del default greco

Sono ormai quasi quindici giorni che su Twitter non si fa altro che parlare di Grexit. E siccome a un certo punto sui social network gli argomenti scarseggiano, c’è chi ha avuto l’idea di regalare al default greco almeno una colonna sonora.
La colonna sonora del default greco

Sono ormai quasi quindici giorni che su Twitter non si fa altro che parlare di Grexit. E siccome a un certo punto sui social network gli argomenti scarseggiano, c’è chi ha avuto l’idea di regalare al default greco almeno una colonna sonora. Del resto ogni grande storia d’amore ha una sua canzone, e pure quando ci si lascia alcune note accompagnano l’abbandono, e poi lo ricordano per sempre. Dunque, seguendo l’hashtag #grexit_songs, si può ascoltare quello che i greci – ma non solo loro – dedicano all’uscita dall’Eurozona di Atene. La più gettonata, senza dubbio, è l’inno della band punk inglese The Clash, "Should I Stay or Should I Go", del 1982: “If I go there will be trouble / An' if I stay it will be double / So come on and let me know / Should I cool it or should I blow?”. Poi c’è quella canzone dei Pulp il cui testo, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stato ispirato dalla moglie dell’ex ministro delle Finanze greco Varoufakis, Danae Stratou. L’uomo in giubbino di pelle qualche giorno fa non ha confermato la succulenta notizia dai microfoni della Bbc, ma non l’ha nemmeno smentita. Ad ogni modo, “Common People” resta un gran bel pezzo

 

L’utente @weloveallthat propone "Nobody's Twisting Your Arm" dei The Wedding Present, gruppo indie di Leeds attivo soprattutto all’inizio degli anni Novanta. E’ la canzone in cui lui dice a lei: nessuno sta cercando di costringerti, quella è la porta, non ti amo più.



Per @CKEnterp, utente molto attivo sulla crisi greca, la vittoria del no al referendum porterà necessariamente a uno scenario come quello cantato da Puff Daddy (in collabo con Jimmy Page) nella colonna sonora di “Godzilla”


Oppure gli Europe, di “The final countdown”





Qualcuno ipotizza “Default” degli Django Django: “Take one for the team you're a cog in the machine / it's like a default”




Oppure un pezzo famoso del cantante americano Miguel, “A beautiful exit”.



Per non parlare poi di “No, no, no” delle Destiny's Child: “You'll be sayin' / No, no, no, no, no / When it's really / Yes, yes, yes, yes, yes”


Naturalmente c’è pure un sacco di musica greca. A cominciare dal Sirtaki, la Danza di Zorba, ovvero il pezzo scritto da Mikis Theodorakis negli anni Sessanta per musicare il film "Zorba il greco" di Michael Cacoyannis. Poi c’è Loukianòs Kilaidonis, famoso cantautore greco che nel 1975 pubblicò il disco “Απλά μαθήματα πολιτικής οικονομίας”, ovvero semplici lezioni di economia politica, con la collaborazione di Yannis Negrepondis. Una delle canzoni di quell’album, tra le più gettonate di questi tempi, si chiama “L’usuraio”: “Nera ti rende la vita / ti scuoia di corpo e di anima / l'usuraio / Ma non essere tanto ingenuo / da dire che la causa di questo è / l'usuraio / Altri sono che stando nascosti / lo sostengono e come lo sostengono / l'usuraio”.



@AnneDAlexander tira fuori una perla degli anni Ottanta. Si tratta di una canzone che fu definita “tra le più brutte della storia”. E in effetti. E’ “Looking for freedom” di David Hasselhoff – sì, quello di Baywatch – e il testo parla di un figlio di papà che vorrebbe farsi da solo, senza l’aiuto di nessuno. Quella canzone divenne, per qualche arcano motivo, la colonna sonora della riunificazione della Germania e i tedeschi ancora non se ne fanno una ragione

 

In rete gira pure una meravigliosa rap battle ispirata ai casini tra Bruxelles e Atene. Qui c'è la versione con i sottotitoli in inglese

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