Tsipras difende il referendum (per difendere se stesso)

Il premier greco in tv: "Il voto non è sulla permanenza nell'euro ma sul piano proposto dai creditori", dice. Renzi: "Io non lo avrei fatto". Intanto, con la lettera alla Troika, Atene fa dietrofront su diversi punti. Ma ancora non basta per un'intesa e il ministro delle Finanze di Berlino, Schäuble, dice che non c'è margine di trattativa.
Tsipras difende il referendum (per difendere se stesso)

Il premier greco Alexis Tsipras (foto LaPresse)

"Il referendum non è sulla permanenza della Grecia nell'euro. Bensì è sulle condizioni imposte dai creditori". Il premier greco Alexis Tsipras decide di rivolgersi direttamente alla nazione con un messaggio televisivo per spiegare la posizione del governo in quelle che sono ore drammatiche, dopo la consegna di una nuova lettera alla Commissione europea contenente una nuova proposta del governo di Atene ai creditori. Tsipras però ha chiarito: "Non c'è nessun piano segreto per uscire dall'Ue e dall'euro, chi lo dice mente. Restiamo al tavolo del negoziato". Il premier cerca di difendere l'azione del governo contro le richieste dei creditori e anzi attacca coloro che hanno criticato la decisione di indire un referendum: "Coloro che vogliono un'Europa bloccata e che non vogliono la democrazia devono essere bloccati; chi sostiene la democrazia deve essere appoggiato", ha detto. Infine, Tsipras ha chiesto il sostegno del popolo greco in queste ore cruciali: "Cari greci, voglio dirvi che vi ringrazio di cuore per la calma che avete mantenuto e per il coraggio dimostrato nell'ultima settimana. Questa situazione non durerà: i salari e le pensioni non andranno persi. Cercheremo di rifiutare ciò che il memorandum della Troika ci chiede, faremo il possibile per ottenere condizioni migliori", ha concluso Tsipras.

 

Merkel: "Le porte restano abbastanza aperte"

 

Da Berlino, il presidente del consiglio Matteo Renzi intanto è intervenuto in conferenza stampa assieme alla Cancelliera tedesca Angela Merkel."Il referendum in Grecia è un errore, secondo me, ma rispetto la volontà del popolo greco". "Non dobbiamo comunque trasformare quel referendum in un derby tra Juncker e Tsipras", ha aggiunto. Le porte "restano abbastanza aperte" alla ripresa del negoziato con la Grecia, che deve però impegnarsi ad attuare le necessarie riforme, ha aggiunto Merkel. "Posso solo ribadire che abbiamo bisogno di una situazione in cui la Grecia sia disponibile a riforme concrete, in modo che si comporti come altri paesi che hanno effettuato le riforme", ha ribadito Merkel. "Siamo dell'avviso che il referendum debba aver luogo", ha concluso la cancelliera.

 

 

La lettera a Bruxelles

 

Secondo il Financial Times, Tsipras ha accolto gran parte delle condizioni proposte dalla Troika con una lettera di due pagine inviata martedì notte alla Commissione europea di Bruxelles. Atene ha richiesto così l'estensione del bailout pari a 29,1 miliardi di euro. Nonostante le ultime proposte del governo greco, che si era defilato unilateralmente dal tavolo delle trattative con i creditori, il ministro delle finaze tedesco, Wolfgang Schäuble ha ridimensionato il gesto di Tsipras e ha ripetuto che a questo punto, in attesa del referendum richiesto dallo stesso Tsipras venerdì scorso, non esistono al momento i presupposti per una favorevole conclusione dei negoziati con la Grecia. Una vittoria del "sì" potrebbe portare alle dimissioni del governo Tsipras che aveva invitato i cittadini a rifiutare la proposta dei creditori. Tuttavia, le Borse hanno reagito positivamente: Londra (più 1,52), Milano (2,32), Francoforte (2,23), Parigi (2,58) e Madrid (2). 


Uno stralcio della lettera inviata dal governo greco alla Commissione europea e "intercettata" dal Financial Times


Sebbene Tsipras abbia dimostrato di essere pronto a rivedere molti degli aspetti considerati finora non negoziabili da Atene, restano diversi punti ancora da risolvere e lo stesso FT chiarisce che proprio su questi aspetti l'accordo potrebbe ancora "inciampare".

 


Il governo greco continua a chiedere che l'aumento dell'Iva richiesto per alcune isole greche, alcune delle quali situate in angoli remoti dell'Egeo e con un già scarso accesso ai servizi essenziali, venga ritirato. Il mantenimento delle esenzioni dell'Iva erano una delle principali richieste formulate dagli alleati della sinistra radicale di Syriza, il partito di destra dei greci indipendenti: i creditori, però continuano a non essere convinti e la questione resta irrisolta. Anche sulle pensioni, il nodo principale della mediazione tra Bruxelles e Atene, Tsipras continua a chiedere concessioni, in particolare sulla cosiddetta "concessione di solidarietà", prevista per i pensionati più poveri. I creditori chiedono di eliminare gradualmente questi benefit entro il 2019 (all'inizio avevano posto la scadenza per il 2017).

 

[**Video_box_2**]Sulla questione della riforma del sistema pensionistico, considerata un tabù da Tsipras finora, il governo di Atene sembra ora favorevole a venire incontro alle richieste dei creditori e nella lettera inviata alla Commissione si accetta formalmente la scadenza del 2019 ma con una gradualità molto più rallentata di quanto richiesto dai creditori che volevano la cancellazione immediata dei sussidi al 20 per cento dei beneficiari. La riforma nel suo insieme, inoltre, dovrebbe partire da ottobre secondo le richieste di Atene, e non subito come chiesto dalla Troika. Infine, riguardo ai tagli delle spese per la Difesa, Tsipras si dice d'accordo nell'applicarle dal 2017 per un ammontare di 400 milioni di euro (il doppio di quanto concesso inizialmente da Atene).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi