Il piano anti panico dell’Italia? E’ nelle mani di Draghi

Borse in picchiata dopo la chiusura delle banche greche. Il ministro dell’Economia Padoan, scettico sul contagio, conferma però l’esclusiva del Foglio: si chiama “Omt” il baluardo del nostro paese.
Il piano anti panico dell’Italia?          E’ nelle mani di Draghi

In Grecia aumentano le code agli sportelli dei bancomat (foto LaPresse)

La Borsa di Atene nemmeno ha aperto. Ben per lei. Visto che nel frattempo le altre Borse europee stamattina hanno tutte aperto in terreno fortemente negativo, dopo la chiusura delle banche elleniche annunciata ieri sera dal governo di Alexis Tsipras. In assenza di controlli sui capitali, infatti, le lunghe file ai bancomat del paese mediterraneo avrebbero svuotato gli istituti di credito. I mercati, però, non l’hanno presa bene. Piazza Affari, a Milano, già sta perdendo 5 punti.

 

L’Italia è a rischio contagio? Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in una intervista al Corriere della Sera, ha detto: “Non mi stupirei ma nemmeno mi preoccuperei più di tanto se sui mercati ci fosse un aumento della volatilità. La Bce ha tutti gli strumenti per fronteggiarla”. Che rischio corre l’Italia? Possibile un attacco speculativo? Per Padoan “non siamo nel 2011, oggi le istituzioni sono più solide, come la nostra economia”. E ancora: “Quando si parla di attacco speculativo o è una versione più intensa di vendita di titoli italiani o è un attacco all’euro nel suo complesso. Vale il discorso di prima sulla Bce”. Per il responsabile di Via XX Settembre, dunque “non ci sono piani segreti sull’Italia. Ci sono gli strumenti della Bce”, “tra cui l’acquisto illimitato di titoli (Omt, Outright monetary transactions)”. Il che comporterebbe però un commissariamento di Roma, anche se Padoan minimizza: l’Omt “richiede un programma di riforme strutturali per irrobustire i fondamentali che, nel caso dell’Italia, c’è già”.

 

[**Video_box_2**]Una conferma dell’esclusiva pubblicata dal Foglio lo scorso 20 giugno, secondo la quale a Roma “un piano d’emergenza c’è, anche se non assomiglia (ancora) a un libretto di istruzioni pronte per l’uso. Il piano è pure in lingua italiana, ma per essere messo in atto ha bisogno del sostegno di una capitale straniera: Francoforte, la sede della Banca centrale europea presieduta da Mario Draghi”. Ecco come funzionerebbe, avevamo scritto: “Il Quantitative easing (acquisto di titoli di stato) è oggi in funzione, ma se il costo del debito italiano ricominciasse a salire sotto i colpi della speculazione, il Qe non basterebbe più. Perché la Bce deve acquistare titoli secondo proporzioni stabilite tra paesi; e perché il rating dei titoli dev’essere almeno ‘BBB-’, cioè l’odierno rating italiano. E se dopo la caduta di Atene si innescasse una crisi di fiducia sul nostro debito? E se fossimo declassati? Quale diventerebbe il piano d’emergenza nel caso che il Qe non bastasse o non fosse più applicabile? L’interpretazione è univoca ed è condivisa a Palazzo Chigi e a Francoforte: ‘Ci sarebbe solo l’Omt di Draghi’. Il che significa che solo con le Outright monetary transactions (Omt) – ovvero il piano di acquisti di titoli di stato inventato nel 2012 da Draghi, finora mai utilizzato e da poco riconosciuto legittimo anche dalla Corte di Giustizia Europea – la Bce potrebbe continuare ad acquistare bond italiani in maniera praticamente illimitata, quale che sia il loro rating. Tuttavia, a differenza del Qe, per avere accesso all’Omt occorre che un paese accetti delle ‘condizionalità’ su rigore e riforme, da discutere con Bce e Fmi. Un memorandum. Una nuova lettera vincolante da Francoforte in stile 2011. Che avrebbe il seguente significato: si salva il paese ma non si salva il paese dal commissariamento. Renzi lo sa bene, Draghi pure, ed entrambi – per ragioni diverse – sperano di non dover arrivare a tanto".

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