La penitenza eterna di Piketty

L’economista francese moralizza sulla Grecia e fa un appello di guerra
La penitenza eterna di Piketty

LaPresse

Una guerra contro la Germania, armiamoci e partiamo, francesi, italiani e spagnoli (ma solo se Rajoy viene battuto alle elezioni dalla sinistra, forse ancora meglio da Podemos, ché l’antisistema tira tantissimo, anche nel bel mezzo di un default europeo) uniti e sodali contro quella legge d’austerità e di responsabilità che condanna l’Europa. Thomas Piketty, l’economista star della Francia, iperpresente sui media, sempre circondato da novelli keynesiani più o meno opportunisti, ha parlato al magazine Marianne per rilanciare la sua solita idea di solidarietà anti Merkel e colorarla di quei toni moralizzanti e moralizzatori che circondano la questione della Grecia, con il debito che è colpa e con questa trovata della condanna a “una penitenza eterna” di Atene, condanna proclamata dallo spietato rigore tedesco.

 

Pagare per sempre significa penitenza per sempre, i giovani greci non hanno colpe per quel che hanno fatto i padri, e “la rigidità dottrinale sul pagamento dei debiti è controproducente e assurda”. E’ una questione di democrazia sul debito, dice Piketty, che certo tocca un nervo scoperto in un’Europa che cerca di salvarsi e rilanciarsi anche con qualche concessione o eccezione, ma che elude il fatto che è stata la democrazia a portare la Grecia a un governo con Syriza. Così come è sempre Syriza che vuole mettere in campo un esperimento che fa paura – chiedete al Portogallo quanto sta tremando – in cui la responsabilità non conta, conta solo l’ideologia.

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