Draghi allontana il rischio deflazione e assicura: "In caso di Grexit sapremo cosa fare"

Il presidente della Bce dice che il rischio deflazione scomparirà entro l'anno. Sulla Grecia ammette che nel medio termine le conseguenze di un default sono imprevedibili e sottolinea la necessità di un accordo forte altrimenti, dice, "l'unione monetaria resterà una costruzione incompiuta".
Draghi allontana il rischio deflazione e assicura: "In caso di Grexit sapremo cosa fare"

Il presidente della Bce, Mario Draghi (foto LaPresse)

Il presidente della Bce, Mario Draghi è intervenuto in audizione al Parlamento europeo e ha scongiurato il rischio deflazione nella zona euro. L'inflazione, ha detto Draghi agli europarlamentari, "rimarrà debole nei prossimi mesi" e "ripartirà verso la fine dell'anno per poi tornare sotto il 2 per cento". Dopo lo 0,3 per cento registrato a giugno, l'inflazione dovrebbe attestarsi all'1,5 per cento nel 2016 e all'1,8 per cento nel 2017.

 

La crescita continua con lentezza ma sedondo Draghi emergono anche diversi segnali incoraggianti. La Bce, in particolare, continua a monitorare gli effetti del quantitative easing, i cui rischi, ha detto il presidente dell'istituto di Francoforte, "sono per ora piuttosto contenuti". Inoltre, nel mercato immobiliare "non vediamo segni di sopravvalutazione", ha spiegato Draghi.

 

[**Video_box_2**]Sull'ipotesi Grexit e sullo stato dei negoziati tra Atene e i suoi creditori, Draghi ha spiegato che "il sostegno finanziario alla Grecia è una decisione politica che deve essere presa dai decisori politici eletti e non dai banchieri centrali" ma ha anche aggiunto che i paesi della zona euro hanno "tutti gli strumenti per gestire la situazione al meglio" nel caso di default greco. Eppure, lo stesso Draghi ha riconosciuto che "nel medio e lungo periodo non siamo in grado di prevedere quali sarebbero
le conseguenze" del default greco per tutta l'area euro. "Entreremmo in un territorio inesplorato", ha aggiunto il presidente della Bce.

 

La soluzione, ha spiegato Draghi, "deve essere trovata all'interno dell'Eurogruppo". Il tempo per raggiungere un accordo fra la Grecia e le istituzioni creditrici, come ribadito anche dall'Eurogruppo finora, è poco: "Serve un accordo forte e generale e serve molto presto", ha spiegato Draghi.  "Per accordo forte intendo un accordo in grado di generare crescita ed equità sociale, ma che garantisca anche l'equilibrio dei conti pubblici". La Bce - ha aggiunto il presidente - "sta facendo tutto il possibile. Un accordo è necessario, non solo per la Grecia ma per tutta la zona euro" perché l'unione monetaria "sarà una costruzione incompiuta finché non avremo gli strumenti per rendere ogni suo membro sostenibile dal punto di vista economico, fiscale e finanziario". Nel frattempo, ha assicurato Draghi, "tutti gli attori dovranno percorrere l'ultimo miglio in più mentre la liquidità della Bce "continuerà a essere estesa fino a quando le banche greche saranno solventi e forniranno le garanzie sufficienti".

 

 

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